Back to school! Ed ecco la mia prima intervista da blogger

Oggi, martedì 23 agosto 2016, per la prima volta da due settimane so esattamente che giorno e che ore sono.

Ergo: sono finite le vacanze, quei felicia tempora in cui sapere l’ora – o perfino il giorno della settimana – non rientra tra le informazioni strettamente necessarie.

Tanto in vacanza l’aperitivo non lo fai alle 19: lo fai al tramonto.

Il pranzo non è una pausa di venti minuti tra l’una e le due. Pranzi quando hai fame.

Idem il sonno. Ti svegli quando hai finito di dormire, non quando suona la sveglia (soprattutto se sei ancora una coppia senza figli, come me e il Chioccio. So che la prossima estate, con Alien fuori dalla pancia, le cose saranno molto diverse…).

Lontano dal logorìo della vita moderna, il tempo riacquista così tutta la sua relatività. Al punto che, sotto l’ombrellone, tra il pisolino numero uno e il pisolino numero due, perfino le teorie di Einstein non sembrano poi tanto difficili da afferrare. (Va beh… Qui mi sono allargata…).

"Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Ma sull'universo ho ancora dei dubbi"
“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sull’universo ho ancora dei dubbi” – (A. Einstein)

Ma se il tempo è relativo e l’universo infinito, le vacanze invece una fine ce l’hanno.

E a me questo piace un sacco. 

Da sempre.

O comunque, da quando ho memoria. Che poi, è un po’ la stessa cosa.

Credo sia una reminiscenza dei tempi della scuola, quando rientrare in città dopo il mare significava che l’inizio dell’anno (anno scolastico) era ormai vicino.

La scuola che ricominciava era una gran goduria per me. Io i compiti estivi li facevo tutti la prima settimana di vacanza. E il resto del tempo, beh… ripassavo.

Tornare a scuola poi significava anche compiere un rito speciale. La scelta del diario nuovo.

Una faccenda seria.

Molto seria.

(Io per vari anni ho optato per quelli di Beatrix Potter. Avevo letto la sua storia e da piccola volevo disegnare come lei, vivere in campagna come lei, essere lei. Io, come Beatrix, persa nella brughiera con il mio album da disegno e gli acquarelli, circondata da anatre, gattini, topolini… 

Ora invece se mi lasci più di un giorno e mezzo in campagna corro il serio rischio di essere colta da un attacco di panico. O di rifondare le Bestie di Satana.

E se vedo un topo… beh, se lo vedo riuscirete a sentire il mio urlo di terrore. Ovunque voi siate).

Beatrix Potter - A nove anni io volevo essere così
Beatrix Potter – A nove anni io volevo essere così

Il rito del diario, dicevamo. Per non parlare della scelta della cartella – che ti doveva durare per almeno due anni. Ché le cartelle costano, eh -, dell’astuccio e dei quaderni…

Oggi questi piaceri infantili di fine estate sono stati sostituiti da altri piaceri: piaceri da adulta.

Come il primo appuntamento dal parrucchiere, che ridà un senso ai tuoi capelli ridotti a paglietta secca da mare e piscina.

L’estetista che riporta alla civiltà le tue mani e sopracciglia ormai allo stato brado.

O ancora la connessione internet che finalmente funziona.

(Qui sotto una realistica rappresentazione della mia sobria reazione alla comparsa in pianta stabile del simbolo 3G in alto a sinistra sul monitor del mio cel). 

Quest’anno, poi, tra i miei piaceri di fine estate, ce n’è stato uno inedito:

è stata pubblicata la mia prima intervista da blogger.  

«Ma che davvero?», direte voi.

«Ebbene, sì», risponderò io.

L’intervista l’ha realizzata Micaela, autrice di Le “M” Cronache – un mommy blog affermato e ironico, che vale davvero la pena di seguire.

Tra le sue rubriche c’è #BloggingTheBrave – Le interviste ai blogger più coraggiosi. Quelli, cioè, che non hanno paura di affrontare le sue domande cattive (stavo per mettere cattive tra virgolette, ma c’ho ripensato: sono cattive davvero!!).

Io, blogger neofita, a questo battesimo del fuoco mi sono sottoposta volentieri. Del resto, come ho detto anche a Micaela, quando il gioco si fa duro…

Qui potete leggere l’intervista completa.

Da parte mia, approfitto per segnalarvi che, con questo post, Preferivofareluovo riapre ufficialmente i battenti dopo la (piccola) pausa estiva che mi sono accordata per stare con il mio Chioccio.

(Il quale Chioccio, tanto per la cronaca, dopo due settimane cuore a cuore, l’altro giorno mi ha detto che il nostro rapporto è basato sulla sindrome di Stoccolma. E che io sono il carceriere…)

Ma come non puoi togliere il contadino dalla campagna, non puoi togliere i compiti a casa alla secchiona. Nemmeno quando l’età della scuola è passata ormai da un pezzo.

In questi quindici giorni di vacanza ho pensato molto al blog: e posso già anticiparvi che nelle prossime settimane vedrete il frutto di queste mie cogitazioni.

Mumble, mumble...
Mmm… Mumble, mumble…

Spero che il criceto che corre nella ruota del mio cervello non sia stato stordito dal caldo e che abbia girato nella giusta direzione. In altre parole, mi auguro che le novità e i cambiamenti che ho pensato di introdurre vi faranno piacere.

In ogni caso, sarò lieta di sapere che ne pensate e di ricevere i vostri commenti.

Positivi e negativi.

I primi mi faranno contenta. I secondi mi faranno riflettere. E quindi: daje tutta con il parere spassionato!!

Che tanto, dopo avere superato le forche caudine dell’intervista cattiva, non ho più paura di nulla!!

clown