Pensavo di essere smart. Poi sono stata al CUP

Ormai credevi di sapere il fatto tuo.

Di esserti scafata.

Arrivata al sesto mese di gravidanza, hai già superato varie prove:

Stai persino imparando a prendere con (una certa) filosofia gli umilianti e periodici controlli peso del tuo ginecologo Sergente Hartman

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Insomma: ormai pensavi di avere capito le regole del gioco, di essere una smart.

Ma avevi fatto i conti senza di lei:

la cassiera del CUP. 

***

“Mamma Pinguino va al CUP”

Tutto inizia quando Mamma Pinguino, pur avendo ben due assicurazioni, viene colta da un attacco di tirchieria e decide che, ok, la copertura assicurativa ti rimborserà pure l’80% delle spese sostenute per le visite e le analisi in gravidanza. Ma quel restante 20% che devi pagarti di tasca tua le dà proprio fastidio. Soprattutto considerando che, quando sei incinta, ogni mese ha le sue analisi e ogni analisi ha il suo mese.

E poi ci sono le visite di controllo.

Le ecografie.

Gli integratori (questi, per inciso, nessuna assicurazione te li rimborsa).

I soldi che servono per affrontare la gravidanza al meglio sotto il profilo sanitario sono tanti. E, nella mia personale aritmetica, il 20% di tanto è “comunque troppo”.

Quindi: basta sanità privata. Da oggi faccio tutto con il Sistema sanitario nazionale.

Peraltro, metà della mia famiglia lavora nel SSN. E seguendo il sillogismo di Evita Perón – «Io vengo dal popolo. Juan Domingo ama me. Quindi ama il popolo» -, se io amo la mia famiglia e la mia famiglia lavora nella sanità pubblica, allora io amo la sanità pubblica.

Don't cry for me SSN
Don’t cry for me, SSN – I love you

I passaggi, del resto, sono semplici.

Visita dal Sergente Hartman. Prescrizione. Impegnativa dal medico di base. CUP. Ticket. Analisi.

Basta poco, che ce vò?

E così, a una settimana dalla prossima visita di controllo con il ginecologo, con le mie quattro ricette rosse in mano (e… ehm… un barattolino di pipì dignitosamente camuffato in un sacchetto di Calzedonia) alle 7.45 del mattino mi avvio al CUP (il centro unico prenotazioni) dell’ospedale per pagare quello che devo e fare subito dopo le analisi.

Al mio arrivo, tutto depone per il meglio.

L’usciere vede me e la mia pancia.

Non fa commenti.

Mi porge con discrezione il numerino della fila veloce.

Un perfetto approccio anglosassone: questa sì che è civiltà.

Il mio turno arriva presto, mi sento di ottimo umore.

Cassiera del CUP: «Dica»

Mamma Pinguino (sorride e mostra le impegnative): «Buongiorno. Devo fare queste analisi».

La cassiera del CUP – che peraltro somiglia in modo inquietante a Jessica Fletcher – inizia a sfogliare le ricette.

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La Signora in giallo e la CdCUP: due gocce d’acqua

Mugugna.

Sospira.

Controlla qualcosa sul computer.

E infine:

CdCUP: «Queste ricette sono sbagliate»

MP: «Sbagliate?»

CdCUP: «Eh, sì. Guardi qui»

MP: «…?»

CdCUP (sospirando): «Noi accettiamo solo otto analisi per ricetta»

MP: «E infatti qui ce ne sono segnate otto»

CdCUP: «Eh, no. Questo esame, lo vede questo esame?»

MP: «…?»

CdCUP: «Questo da noi vale come due esami. Quindi su questa ricetta ce ne sono nove. Mi dispiace. Deve tornare con la ricetta giusta»

MP: «Senta, ho già il prossimo controllo con il medico fissato e devo portare i risultati di queste analisi. Quindi oggi vorrei comunque fare tutti gli esami possibili. Vorrà dire che a uno rinuncerò e tornerò solo per quello»

CdCUP (sventolando un’altra ricetta): «Eh, ma tanto anche questa non la può mica fare»

MP: «Perché, scusi?»

CdCUP (guardando Mamma Pinguino al di sopra degli occhiali calati sul naso): «Come perché? Ma perché questa è abbinata a quest’altra. E se non le faccio la prima, come faccio a farle quella abbinata?»

MP: «E va bene, rinuncio pure a quest’altra. Facciamo tutto il resto».

CdCUP (continuando a scrutare dubbiosa le mie ricette): «Guardi, per me è meglio se torna un altro giorno, con le ricette a posto»

MP: «Per me invece è meglio se andiamo avanti con quello che possiamo fare»

CdCUP: «Come vuole. Ma così spende 28 euro in più».

MP: «Come, 28 euro in più?»

CdCUP: «E certo! Guardi qui»

MP: «…?»

CdCUP (risospira. Ormai ha deciso: Mamma Pinguino deve essere scema): «Questa analisi è segnata su questa ricetta. Se lei se la fa spostare su quest’altra e accorpa queste altre due, paga 28 euro di meno»

MP (che non ha capito): «Ah»

CdCUP: «Lo deve dire al suo medico di base. Gli dica che ha sbagliato»

MP: «Sì, sì. Glielo dirò, certo. Ma intanto oggi facciamo almeno la curva glicemica»

CdCUP: «Eh, non so…»

MP: «Eh, non so cosa?»

CdCUP: «Si sono fatte le 8.15»

MP: «E…?»

CdCUP (nuova occhiata da  sopra le lenti calate sul naso): «Qui la curva glicemica gliela fanno fino alle 8.15Ormai non fa più in tempo»

MP: «Mi scusi, ma di quattro ricette oggi non posso fare nulla?»

CdCUP: «Può fare questo e quest’altro esame. Ma se li fa oggi, spende il doppio»

MP: «Spendo il doppio?»

CdCUP: «Eccerto! Questo è su questa ricetta, quello è segnato sull’altra. Se lei fa riscrivere l’impegnativa al medico di base e se li fa mettere insieme, e sposta gli altri tre sull’altra ricetta, allora spende la metà».

MP: «Ah»

CdCUP: «Beh, ma è ovvio. No?».

Ma certo.

Ovvio.

Lapalissiano.

Banale.

Com’è che dicevamo?

Basta poco, che ce vò… 

giphy

PS. Tanto per completare la storia… Il medico di base, da cui sono tornata, sostiene di non avere sbagliato nulla e che la cassiera del CUP ha fatto male i conti. E che comunque in quell’ospedale usano laboratori diversi per analisi diverse, e quindi per comodità loro vogliono le ricette accorpate in un certo modo. 

A chi credere? 

Mah… Io per ora sto rivalutando la mia personale versione del sillogismo di Evita, in un modo molto semplice: il SSN? Se puoi, Evitalo. 

 

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