Valigia parto: a noi piace smart e low cost

Ogni ospedale o clinica fornisce una lista di quello che la partoriente deve portare da casa: il corredo primi giorni per sé e per il nascituro. Ma se vuoi sapere quello che davvero ti servirà (e come risparmiare un po’), nulla vale quanto i consigli di chi ci è già passata

borsa parto

Ok.

Ci sei quasi, ormai.

Hai superato la boa dei sette mesi: il giorno del parto si avvicina!

Tu forse non sei ancora pronta.

Ma la tua valigia parto deve esserlo.

Io nel riempire la mia ho commesso molti errori, che, di fatto, si possono riassumere in uno, fondamentale:

ho seguito pedissequamente la lista fornita dell’ospedale.

Che tu partorisca in clinica o in ospedale, ogni reparto maternità ha infatti il suo elenco di cose che la futura mamma deve provvedere a portare da casa: il corredo necessario per i primi giorni, per sé e per il suo bambino.

Io, con tutta l’inesperienza della mia prima gravidanza, ho seguito questo elenco alla lettera.

La lista diceva quattro camicine della fortuna? E io e mio marito quattro ne abbiamo comprate. Insieme a quattro coprifasce, quattro ghettine, quattro body (anzi 8 – manica corta e manica lunga, perché era sì inverno, ma ehi, e se l’ospedale fosse stato iper riscaldato?).

Allo stesso modo, ci siamo buttati come se non ci fosse un domani sui reggiseni da allattamento. Scomodi, scomodissimi, ma di nuovo: ehi, lo dice la lista. E chi siamo noi per contraddire La Lista?

Ora: all’incirca un mese dopo questa intensa seduta di shopping “Lista-oriented”, durante il corso pre parto che stavo frequentando l’ostetrica del consultorio ha aperto il capitolo “valigia per l’ospedale”.

Io, la più vicina al parto nel mio gruppo di mamme in attesa, ero l’unica che l’aveva già preparata: e dunque sono stata anche l’unica che si è mangiata le mani quando ha scoperto che – udite, udite – alla Lista si può derogare.

Insomma:

è possibile organizzare una valigia parto funzionale, certo, ma anche smart e low cost.

Ecco qui dunque quello che ho imparato… troppo tardi per me, ma in tempo (spero) per voi, che vi accingete ora a mettere insieme il corredo parto.

Consiglio numero 1.

Gli scomodissimi reggiseni da allattamento non sono necessari.

Per i giorni di ricovero – ma anche per quando sarete in casa – il suggerimento è quello di utilizzare al posto del reggiseno una mutandina usa e getta a rete tagliata sotto, in abbinamento a coppette assorbi-latte (nel caso la montata lattea arrivi mentre siete ancora in ospedale/clinica).

I vantaggi: molto più pratica del reggiseno da allattamento, la mutandina a rete tagliata diventa una sorta di fascia e vi consente maggiore agilità nel tirare fuori il seno quando serve, in modo da aiutarvi a prendere confidenza con i gesti dell’allattamento. Risulta inoltre meno costringente sul seno, e voi starete più comode. (E una volta arrivate a casa, ricordate: più state a seno scoperto e meglio è, fa parte della prevenzione contro ragadi e mastite).

Consiglio numero 2.

Quante camicie da notte portare? Contatene una per ogni giorno di degenza.

Ma attenzione: quella che userete per il travaglio e il parto può essere anche una vecchia magliettona oversize, magari di vostro marito.

I vantaggi: una camicia da notte corta/maglietta oversize facilita le visite durante il travaglio. È opportuno che sia a manica corta nel caso vi debbano inserire un ago nel braccio, e non serve nemmeno che ci diciamo perché non vale la pena che sia una camicia da notte nuova e vezzosa… Il parto – lo sappiamo, ormai – può rivelarsi un fatto alquanto splatter.

Lasciate dunque perdere le camicie per partorienti che vendono nei negozi premaman. Almeno per il giorno del parto, una semplice magliettona di cotone fa molto più al caso vostro.

magliette

Consiglio numero 3.

Una bottiglia di plastica da un litro e mezzo.

Vuota.

Portatevela da casa insieme a una soluzione detergente e disinfettante da diluire.

In ospedale, il bagno potrebbe non essere granché agevole.

Il bidet potrebbe essere troppo basso per le vostre momentaneamente limitate capacità di piegarvi. Oppure, potrebbe esserci un doccino di quelli attaccati al water… Ma non è detto che sia integro e ben funzionante.

E comunque, probabilmente, sarete costrette a condividere il bagno con altre puerpere

Ecco perché la bottiglia è la soluzione che fa per voi.

Il vantaggio: riempitela di acqua e detergente disinfettante e lavatevi con quella. Non avrete bisogno di piegarvi, né di dividere doccini più o meno funzionanti e/o bidet con altre persone.

Consiglio numero 4.

Gli assorbenti post parto devono essere 100% di cotone.

Dopo avere partorito, e dopo 9 beati mesi senza ciclo, potreste avere fino a 40 giorni di perdite (e magari anche qualche punticino lì sotto…). Per questo è essenziale che gli assorbenti siano in puro cotone: dite no a materiali plastificati o simili.

Il vantaggio: eviterete le irritazioni da contatto, soprattutto se avrete l’accortezza di cambiarvi molto, molto spesso.

Certo: gli assorbenti 100% cotone costano un po’ di più.

Ma organizzare una valigia parto smart significa anche sapere su cosa si può risparmiare e su cosa invece vale la pena di spendere.

E ora arriviamo alla parte più sfiziosa di questi consigli per la valigia parto: il primo cambio per vostro figlio, o meglio per quando finalmente ve ne tornerete tutti a casa, a cominciare la vostra nuova vita di famiglia.

Su questo, persino all’ostetrica del consultorio, che di parti e mamme e neonati ne ha visti ormai a centinaia, si sono accesi gli occhi: «Divertitevi a scegliere qualcosa di carino, che vi piaccia particolarmente».

I materiali da prediligere sono quelli naturali, il cotone in primis.

Meglio della lana anche in inverno (purché sia caldo cotone). Per i primissimi giorni gli indumenti in lana possono risultare troppo “pizzicosi” per un neonato, la cui pelle è delicatissima.

Per lo stesso motivo, ecco un altro accorgimento importante: tagliate le etichette dai vestitini per il vostro bambino.

Le etichette sono cucite un po’ ovunque: e il neonato non può certo grattarsi, se ha prurito o fastidio. Qual è l’unica cosa che può fare per manifestarci il suo disagio?

Piangere.

E noi neogenitori andiamo subito nel pallone…

Visto che questa dinamica (neonato che piange – noi nel pallone) si ripeterà abbondantemente nelle prime settimane, cerchiamo, almeno quando possibile, di prevenire…

Ma torniamo al cambio per il rientro trionfale a casa.

Io personalmente ho deciso che il mio criterio numero uno per la scelta di questo mini outfit fosse la praticità.

(Confesso: avevo scarsissima fiducia nelle mie capacità di vestire una neonata con abiti che prevedessero più di qualche bottone a clip da chiudere).

Ma al tempo stesso, avevo voglia di qualcosa di carino, anzi: di qualcosa che mi facesse tenerezza. E che fosse realizzato – of course – con materiali di prima scelta.

Insomma: cercavo un prodotto di qualità, che mi facesse sorridere e fosse semplice da infilare e togliere. Pochi, semplici criteri, ma inderogabili.

Dopo avere girato per vari negozi e online con scarsi risultati, ho finalmente trovato la quadratura del cerchio sul sito Brums, con questo completino maglia + salopette.

primo completino neonata

La salopette mi piace particolarmente: facile da far indossare, ha bottoni a clip sia sul dorso che sotto al cavallo, è in ciniglia morbidissima e ha un ricamo con protezione interna (sempre per la questione che la pelle del neonato è super sensibile) e una piccola ruche a fiori.

Pollice in su anche per la maglia abbinata, che è in cotone (quel che penso della lana ve l’ho già detto…) e a maniche lunghe: perfetta per la mia bimba che nasce in inverno.

Un primo completino pratico, decorato al punto giusto, ma senza scadere nell’effetto “piccola bomboniera”…