Da Cenerentola a hobbit. Cronache di una dolce (?) attesa

Toccateci tutto, ma non le nostre scarpe! Cosa succede quando in gravidanza ingrassi così tanto da non entrare più nei tuoi sandali preferiti?

Questa è la storia vera di quando Mamma Pantera (che allora era solo mamma in fieri) fu invitata a una cerimonia, pianse in un luogo pubblico e iniziò a credere nelle fate.

Ma andiamo con ordine.

Il dramma si consumò in piena estate. Luglio, a voler esser precisi. La stagione del caldo micidiale, e dei matrimoni.

La pancia di 8 mesi e i 16 kg messi su mi impedivano di godere appieno di questo binomio.

Il più grande dilemma di ogni donna invitata a un evento (ma anche di qualunque donna che ogni mattina si alza e va al lavoro, oppure a fare la spesa), il classico “Che cosa mi metto?, immaginatelo pronunciato di fronte a un armadio pieno di vestitini svolazzanti taglia S quando ormai si è più simili agli ippopotami di Fantasia che alle foto delle vacanze in Grecia dell’anno prima.

ingrassare in gravidanza
Prima di diventare Mamma Pantera, ero Mamma Ippopotamo

Prima reazione: la disperazione (ma chi me l’ha fatto fare?).

Seconda reazione: la presa di posizione (ma chi me lo fa fare? Non ci vado al matrimonio e fine dei problemi. Metterò 50 euro in più sul regalo, basta che mi lascino sul divano nel mio abbigliamento leggings-maglia XXXL).

Terza reazione: la rassegnazione. Ovvero la chiamata alla mamma. Che ha sempre una parola di conforto. Del tipo: «Ho un vestito di quando ero grassa, te lo presto

È nero e da vecchia, pure scucito da una parte. Ma tanto è solo per una sera.

E così fu.

Risolto il problema abito, passai agli accessori.

La borsa c’era. Una pochette classica. Elegante e va su tutto.

Un coprispalle per la cerimonia in chiesa.

Perfetto.

Mancavano solo le scarpe, ma di quelle ne ho sempre avute a decine.

L’imbarazzo della scelta.

Anni e anni di saldi, pomeriggi al centro commerciale e occasionissime nei mercatini di zona hanno fatto sì che il mio parco calzature aumentasse a dismisura.

Sia chiaro: sono più quelle costate 20 euro che 200. Sono un po’ la Carrie Bradshaw dei poveri. Ma amo i miei sandali estivi e ne ho di fantastici.

Purtroppo, quell’anno, non avevo fatto grandi uscite: ero tenuta costantemente a riposo per via di alcune minacce di parto pre termine, e stando quasi sempre a casa in comode infradito non mi ero accorta di una piccolissima cosa.

Le mie scarpe non mi entravano più.

Proprio così.

Non è che mi stessero un pochino strette.

Non c’era proprio modo di farle entrare.

Provai per un po’, con diverse paia.

Ma ormai sembravo una delle sorellastre di Cenerentola: e non nella rassicurante versione Disney, ma in quella inquietante dei fratelli Grimm, in cui le sorellastre, pur di calzare la scarpetta di cristallo, sono disposte a tagliarsi un pezzo di piede.

(Per un attimo c’ho pensato, giuro).

Piedi gonfi in gravidanza
Provate voi a infilare una scarpetta di cristallo su un piede così

Abbandonati i propositi auto-lesionistici, mi diressi in un grande magazzino, uno di quelli un po’ dozzinali, perché davvero, per una sera sola non valeva la pena spendere troppi soldi. Scelsi un paio di ballerine nere con laccetto.

Ora.

Da quando ho memoria, io porto il 36.

Ma si sa, con la gravidanza molte cose aumentano.

Sai (anzi, è uno dei motivi per cui desideravi restare incinta fin dalla terza media, quando hai compreso, con dolore, che oltre la seconda di reggiseno non saresti mai andata) che il tuo seno crescerà di varie taglie.

Sai che crescerà la pancia e dovrai comprare orridi jeans pre-maman con l’elastico in vita.

Sai che il tuo piede potrebbe crescere un po’.

Ma lo sai, quindi sei preparata.

E così, senza troppe paturnie, agguantai un 37.

Provai ad infilarle.

Ma non entravano.

E lì iniziò il panico.

Non è possibile.

Addirittura un 38?

Io? Che qualche volta portavo perfino il 35?

Oddio, così è troppo.

Due taglie in più?

E che ne sarà delle mie migliaia (vabbe’, in realtà solo qualche decina) di scarpe?

Non è che… Non potrò più rimetterle?

Ok. Ok. Calma.

Compriamo queste ballerine e andiamo al matrimonio.

Forse è solo il caldo.

Speriamo.

Presi il 38.

Provai ad infilarle.

Ma non entravano.

Tremante, e ormai consapevole, presi il 39.

Ed eccole.

Precise e comode.

39.

Guardai il mio piede grasso e gonfio e iniziai a piangere.

Lì, da sola.

Seduta sul pouf in mezzo al negozio.

Con le mani sul viso e le lacrime che scendevano.

Non mi vergognavo neanche.

Volevo solo sfogarmi.

Ma come in ogni favola che si rispetti, a questo punto avviene l’incontro che cambia il corso della storia.

Si avvicinò una giovane mamma, spingendo un passeggino.

Il suo bambino avrà avuto circa sei mesi. Mi toccò sulla spalla e mi disse:

«Lo so, ti capisco. Ma stai tranquilla. Torneranno com’erano prima».

Mi fece un sorriso e sparì tra gli scaffali prima che io potessi avere il tempo di dirle niente.

Avrebbe potuto dirmi le stesse parole mio marito, e non le avrei nemmeno ascoltate.

Avrebbe potuto dirmele la mia migliore amica, ma lei non ha figli.

Avrebbe potuto dirmele anche Carrie Bradshaw, Nostra-Signora-delle-Scarpe in persona, e non me la sarei filata.

Ma me le aveva dette un’altra mamma.

D’un tratto non ero più una sorellastra.

Ero Cenerentola.

E quella era la mia fata madrina.

Non aveva un vestito blu scintillante né la bacchetta, ma un paio di sandali gioiello tacco 12.

Femminile e materna insieme, mi aveva restituito fede nel mio corpo e nelle umane genti.

Fata madrina
No, in realtà le fate non hanno questo aspetto

E lì ho avuto un’illuminazione.

Ho compreso l’importanza di essere parte di una rete di mamme.

Di condividere le proprie esperienze.

E di ascoltare quelle degli altri.

Perché da sole non ce la possiamo fare.

Non è debolezza: è che alcune cose, semplicemente, non le sappiamo e cento libri sulla maternità non valgono quanto una chiacchierata al parco con un’altra persona che sta affrontando quello che stai affrontando tu.

Tante amiche, sei stagioni di Sex and the city, mille romanzetti rosa e ancora non avevo capito cos’era la solidarietà femminile.

Insomma: ho avuto un’epifania.

Proprio lì, sul pouf di un brutto negozio, in un centro commerciale, con un paio di ballerine n. 39 ai piedi.

Ballerine che due mesi dopo ho regalato alla Caritas…

mamme e solidarietà

NB. Ma cosa succede esattamente ai nostri piedi durante la gravidanza? Perché crescono? Ecco quello che ci dice la scienza.

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