Nascere a casa, i racconti delle mamme

Due mamme raccontano il loro parto in casa, i motivi di una scelta, le emozioni e le paure

cicogna

Se volete informazioni su norme, rischi, requisiti e vantaggi del parto in casa, leggete qui l’intervista con l’ostetrica

Mamma Silvia, la scelta dopo il primo parto

La scelta di partorire in casa 2 dei miei 3 bambini e’ il frutto di una consapevolezza che ho ricevuto in dono dal mio primo figlio con la sua nascita. Una nascita comunque meravigliosa nel suo senso più ampio ma tanto traumatica per me e sopratutto per lui. Lui, Leonardo, meritava di affacciarsi alla vita coi suoi tempi, di essere accolto da mani amorevoli e rispettose, in penombra, al caldo, di uscire dal mio abbraccio interiore per trovare subito il mio cuore, meritavo di partorire la nostra placenta e di poterla ringraziare, meritavo di essere serena, rassicurata, incitata, coccolata, accarezzata, accolta. E proprio perché meritavamo tutto questo ho deciso che lo avrei dato a Francesco prima e a Carlotta poi, e che lo avrei dato a me stessa.

Ho iniziato a cercare le mie ostetriche subito dopo il test di gravidanza, ero e sono totalmente convinta che il rapporto con le ostetriche vada creato in quei nove mesi, conoscersi, aprirsi a loro, spogliarsi a loro in tutti i sensi richiede tempo e lavoro da entrambe le parti e non si può ridurre a qualche visita da 15 minuti di routine. Abbiamo fatto un percorso bellissimo, profondo, vorrei dire che mi sono totalmente messa nelle loro mani ma sbaglierei, loro mi hanno dato gli strumenti necessari per sentirmi preparata a tutto, lo hanno fatto con tutta la mia famiglia.

La nascita di Francesco è stata per me estatica, leggera, semplice, appagante. Ho sognato la sua nascita mesi e mesi ogni notte, mi capita spesso ancora oggi che sono passati 3 anni. Quando Carlotta ci ha scelti abbiamo ovviamente di nuovo iniziato il percorso con le nostre amate ostetriche.

La nascita di Carlotta è stata forte, tremendamente forte, fuori da ogni mia aspettativa ho messo al mondo una bambina serafica e decisa come la sua nascita, una nascita lenta, piena come la luna che l’ha illuminata, lei avvolta nel suo sacco mi ha tolto il fiato perché i miei occhi hanno assistito a un miracolo, avere accanto a me i suoi fratelli mentre lei nasceva è stato meraviglioso, loro l’hanno accolta con la semplicità che solo i bambini hanno, lei è uscita dal suo sacco e ha visto tutti i nostri volti insieme, è nata avvolta da tutto il nostro amore per lei.

Francesco e Carlotta sono nati quando volevano, come volevano, nessuno li ha toccati se non per passarli a me appena usciti.

Siamo stati nel nostro lettone senza interferenze a conoscerci, a guardarci, annusarci. Quell’odore di pancia, non dissacrato da inutili bagnetti. Quelle placente ringraziate e onorate. Le nascite di Francesco e Carlotta sono state perfette, questa perfezione sarebbe stata storpiata in ospedale, e io questo non potevo più permetterlo.

Il racconto di Pamela, la nascita di Lio

Pamela, mamma e ostetrica, racconta il suo parto con un lungo resoconto e uno splendido video qui.

Una nascita sognata e pianificata con cura, ma con quel tanto di imprevisto che sempre accompagna questi eventi

Una frase mi ha colpito, perché è qualcosa che mi è successo per due volte e che sento spesso raccontare. Oltre la gioia e la fatica, quel momento in cui il bambino sta per nascere, che è quello in cui si arriva al limite

Tutte le mamme gridano “muoio”, è la linea sottile che le separa dalla nascita del proprio figlio

(Io in realtà ho urlato “Basta, non ce la faccio, resta lì”, ma il succo non cambia)

Se volete raccontarci il vostro parto in casa scrivete a contributors@preferivofareluovo.it e inseriremo anche la vostra testimonianza