Partorire in casa: requisiti, regole e norme

Far nascere il proprio bambino a casa, una scelta verso una maggiore naturalezza del parto che coinvolge tutta la gravidanza. Scopriamo con l’aiuto di un’ostetrica (e mamma a sua volta) come fare, quali i requisiti, cosa dice la legge e cosa le linee guida OMS, e quali i casi in cui è sconsigliato

Una premessa. Ho partorito in ospedale, due volte. La prima per consuetudine, la seconda per scelta. Per scelta, appunto, perché avevo vagliato anche l’ipotesi di un parto che oggi come oggi nella sua naturalezza appare “estremo”. Partorire in casa, appunto. Oggi però non parliamo del perché io abbia deciso di far nascere Matilde e Tommaso tra le mura di un ospedale. Oggi spieghiamo nel dettaglio i perché, i benefici, i rischi, i requisiti del parto domiciliare. E lo facciamo con Pamela Martinelli (qui i suoi preziosi consigli sull’allattamento), ostetrica e fondatrice di Madre per Natura, a sua volta mamma di Lio, che è venuto al mondo, appunto, in casa.

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Partorire in casa, quale percorso bisogna seguire?

Il parto domiciliare è una scelta consapevole che nasce dal desiderio di veder rispettato un momento unico nel suo genere e di rendere la nascita del proprio figlio un momento di salute per tutta la famiglia. Le donne scoprono la gravidanza e, tendenzialmente, come primo passo, si rivolgono al medico per sapere “cosa fare”. Segue la prescrizione di una serie di analisi, non sempre in coerenza con le linee guida e i protocolli internazionali per la gravidanza fisiologica, emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da altri enti il cui fine è la tutela della salute materno infantile. Alla donna sono spesso prescritte ecografie mensili ingiustificate che tolgono alla madre la competenza del proprio ruolo, sottraendo al grembo materno il naturale senso di sicurezza che la donna acquisisce invece tramite il responso del monitor. In modo simile, la nascita viene poi delegata agli operatori della nascita e troppo spesso si ha la percezione che le donne non sentano di dare alla luce i propri figli, bensì di partorire grazie all’assistenza di qualcuno più competente di loro.

gravidanza

Cosa porta a scegliere il parto in casa?

In un’alta percentuale di casi le donne che in Italia scelgono il parto domiciliare sono purtroppo le stesse che hanno “subito” la nascita di un primo figlio, che in seguito ad una esperienza negativa del primo parto decidono di rendersi più protagoniste e consapevoli optando per una nascita dolce. Il percorso che si decide di seguire durante la gravidanza determina il grado di consapevolezza della coppia e da questo spesso dipende la scelta.

Le linee guida OMS invitano a una presa in carico da parte dell’ostetrica durante i nove mesi, questo perché la figura dell’ostetrica e le sue competenze in materia di accompagnamento alla gravidanza e durante il parto la rendono una presenza costante e continuativa, dal desiderio di genitorialità fino a tutto il primo anno di vita del bambino.

Inoltre, le statistiche dimostrano come l’accompagnamento ostetrico favorisca un maggior grado di salute materno infantile durante tutto il percorso assistenziale e una maggiore soddisfazione da parte delle donne.

Una scelta quindi che non si improvvisa

Di fondamentale importanza è la frequentazione di un corso di accompagnamento alla nascita che non detti alla coppia un elenco di procedure proprie di una determinata struttura ospedaliera con i suoi protocolli interni e la linea propria di quella struttura, tantomeno un corso che spinga indiscriminatamente le coppie verso una scelta di parto domiciliare senza tener conto dei desideri della coppia stessa. Un buon corso di accompagnamento alla nascita prende per mano la coppia portandola verso una conoscenza approfondita della materia gravidanza/travaglio/parto/post parto, pone l’attenzione sulle esigenze della donna in quanto mammifero durante la gravidanza e il parto, rende chiari i meccanismi che guidano la doglia in sicurezza e nel rispetto dei tempi fisiologici del corpo e pone attenzione sull’importanza della comunicazione madre/figlio durante tutto il travaglio. Le coppie inclini al parto domiciliare si sentiranno automaticamente più sicure nel dare il proprio figlio alla luce tra le mura domestiche.

Quali sono i requisiti della mamma e della gravidanza?

Le donne possono scegliere di partorire in casa, senza limiti legati all’età. E’ essenziale che la donna sia in buona salute, che abbia vissuto una gravidanza con decorso fisiologico e che il bambino sia sano. Il travaglio dovrà insorgere spontaneamente in un’epoca che potrà variare tra 37esima e la 42esima settimana di gestazione come da suggerimenti OMS, con il bambino in posizione di vertice.

gravidanza patologie

Quando è sconsigliato?

I criteri di esclusione al parto domiciliare riguardano una percentuale minore che corrisponde a:

  • Presenza di patologia materna che controindica il travaglio di parto e il parto: anamnesi positiva per distacco di retina, anomalie del bacino materno che costituiscono un ostacolo all’espletamento del parto per via vaginale, malformazioni uterine o presenza di neoformazioni miomatose che modifichino il canale del parto (miomi previ) , infezione da HSV genitale in fase attiva, sentito anche il parere dello specialista.
  • Presenza di patologia materna che richiede una sorveglianza intensiva del travaglio di parto : pregresso Taglio Cesareo e pregresse isterotomie cioè ogni intervento che abbia inciso l’endometrio. Vi è evidenza che le miomectomie laparoscopiche che non hanno suturato l’area di enucleazione abbiano un maggiore rischio di rottura d’utero. La miomectomia senza apertura di cavità ha un rischio di rottura d’utero paragonabile al pregresso TC ( 5 per mille). La deiscenza della pregressa cicatrice è un evento raro (5 per mille) ma estremamente grave, che richiede un trattamento tempestivo.
  • cardiopatie a rischio di scompenso, gestosi pre eclamptica,
  • Presenza di patologia materna importante e/o che necessita trattamento (trombosi venosa profonda, epilessia, diabete) 
  • Presenza di patologia fetale nota: grave iposviluppo o macrosomia ovvero biometria fetale attesa inferiore al 10* percentile o maggiore del 95°, malformazioni che necessitano di assistenza specialistica alla nascita, isoimmunizzazione Rh
  • Gravidanza gemellare
  • Grande multiparità (>5 parti pregressi)
  • Emoglobina 1000cc. e /o necessità di trasfusioni
  • Diagnosi ecografica di placenta bilobata. Inoltre se fosse stata diagnosticata nel secondo trimestre una placenta previa poi risalita richiedere una eco transvaginale per escludere la presenza di vasi previ.

La casa deve avere caratteristiche particolari? O qualcosa che la può rendere non adatta?

I requisiti per il domicilio sono: una linea telefonica agibile, una struttura ospedaliera a distanza di max 30/40 minuti e possibilmente un ingresso fruibile per una ambulanza in caso di trasferimenti urgenti. La coppia predisporrà una stanza con tutti i confort e il materiale suggerito dall’ostetrica di fiducia, ma la nascita potrà avvenire in una qualunque delle stanze dell’abitazione, purché confortevole per la donna e ben riscaldato.

Nella Regione Lazio si richiede ai fini del rimborso un protocollo più restrittivo:

  • Un domicilio distante non più di 20 minuti e 7 Km da una struttura di II/III livello
  • La disponibilità di un autoveicolo per la possibilità di trasferimento
  • Ostetrica con documentata esperienza di sala parto della durata di 5 anni di assistenza in autonomia.

parto

Serve un qualche tipo di equipaggiamento?

L’ostetrica che assiste il parto domiciliare lavora in equipe con altre ostetriche e al momento del travaglio saranno presenti due professioniste per assicurarsi di poter fare fronte ad ogni necessità.

Nella sua borsa l’ostetrica porta con se tutto il materiale utile all’assistenza tra cui i farmaci salvavita da usare in caso di urgenza e le profilassi antiemorragica ed oculare per il neonato. Inoltre, alla coppia verrà data in dotazione una bombola di ossigeno da custodire in casa e che l’ostetrica utilizzerà in caso di bisogno della madre o del neonato.

Chi verifica i requisiti?

L’ostetrica di riferimento si occuperà di fare un sopralluogo, possibilmente entro e non oltre la 32esima settimana di gestazione, al fine di garantire la sicurezza del domicilio della coppia. Se possibile, prenderà in carico la gestante durante la gravidanza quanto più precocemente possibile per garantire il mantenimento dello stato di salute della gravidanza e del bambino

Quanto costa un parto domiciliare? È coperto dal Servizio Sanitario Nazionale?

Ad oggi la spesa della coppia per far fronte ad un parto domiciliare è in media di circa 2000 euro, fermo restando che la figura professionale dell’ostetrica non è soggetta ad un tariffario stabilito, il costo è quindi suscettibile di variazioni a discrezione dell’ostetrica di riferimento. Ad oggi in Italia è previsto il rimborso parziale del parto a domicilio nelle regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Marche e nelle province di Bolzano e Trento; è prevista l’assistenza pubblica gratuita nelle zone di Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma

I rischi? Possibili complicazioni non prevedibili? 

Secondo le linee guida internazionali stilate dal NICE il parto domiciliare rappresenta la scelta di elezione per la donna con gravidanza a basso rischio, riporto di seguito una breve traduzione di quanto citato dall’ente suddetto.

  • È bene spiegare alle donne che possono scegliere il luogo del parto (casa, casa maternità vicina o lontana dall’ospedale, reparto ospedaliero di ostetricia) e sostenerle nella loro scelta.
  • Informare le donne a basso rischio che hanno già avuto bambini che scegliere di partorire in casa o in casa maternità, vicina o lontana dall’ospedale, è particolarmente raccomandato perché il tasso di interventi è più basso e i risultati in termine di salute del neonato non mostrano differenze con i reparti di ostetricia degli ospedali.
  • Informare le donne a basso rischio che non hanno ancora mai partorito che pianificare il parto in casa maternità, vicina o lontana dall’ospedale, è particolarmente raccomandato perché il tasso di interventi è più basso e i risultati in termini di salute del neonato non mostrano differenze coi reparti di ostetricia degli ospedali. Spiegare loro che se pianificano il parto in casa c’è un lieve incremento del rischio di risultati avversi per il bambino.
  • Tutti i quattro luoghi del parto devono essere assicurati alle donne.
  • I professionisti della nascita dovrebbero garantire che in tutti i luoghi del parto viga una cultura di rispetto per ogni donna come individuo che sta attraversando una significativa ed
    emotivamente intensa esperienza di vita, in modo che la donna abbia la situazione sotto controllo e che ogni intervento venga attuato attraverso consenso informato.
  • I servizi di maternità dovrebbero fornire l’assistenza one-to-one (uno a uno) di un’ostetrica totalmente dedicata ad una singola donna che sta travagliando e partorendo.

Tutto questo grazie all’approccio assistenziale offerto a livello più periferico possibile; al domicilio è possibile prevenire tutti i possibili fattori di rischio iatrogeni, ovvero tutti quei problemi che insorgono a seguito di interventi medici inappropriati, inutili o dannosi. Si evitano altresì possibili reazioni o rischi legati all’uso di ossitocici o analgesici. In ultimo ma non per ultimo, il motore del parto è rappresentato da un cocktail ormonale guidato dall’ossitocina, altresì detto ormone dell’amore, che accompagna le doglie e viene prodotto fisiologicamente dalla donna in condizioni di privacy e tranquillità.

Viene da sè che l’approccio domiciliare assicuri un andamento del travaglio più semplice ed è estremamente raro che ci sia un trasferimento in una situazione di reale emergenza avendo messo in atto tutte le modalità preventive proprie dell’assistenza domiciliare e trovandosi di fatto di fronte ad una donna di per se a basso rischio. La maggior parte delle volte che avviene un trasferimento in ospedale questo accade perché il travaglio in qualche modo rallenta o si arresta, statisticamente a livello internazionale la letteratura dimostra come al giorno d’oggi non esista una sostanziale differenza in termini di morbilità e mortalità materno/fetale.

L’ostetrica che segue il parto domiciliare deve avere una formazione particolare?

Nel Lazio ai fini del rimborso (che di fatto non è ancora sino ad oggi stato erogato) è necessaria una formazione di 5 anni di attività ospedaliera, mentre nelle altre realtà regionali italiane, così come nel resto d’Europa (nel nord Europa i tassi di parto domiciliare sono ben più alti) e del mondo questa specifica non è richiesta.

L’ostetrica nel suo percorso formativo studia e viene preparata per l’assistenza al parto aldilà del luogo in cui questo avviene.

Assiste solo lei o anche altre figure?

Trattandosi di donne con gravidanza a basso rischio non è prevista la presenza di altre figure professionali al di fuori delle due ostetriche previste. Da decreto ministeriale l’ostetrica con la sua formazione è perfettamente in grado di assistere il travaglio e parto in piena autonomia professionale ed ha le competenze per riconoscere situazioni che potenzialmente possano deviare dalla fisiologia richiedendo il supporto delle figure mediche qualora fosse necessario

Motivi per sceglierlo? 

Partorire in casa è una scelta che nasce dal desiderio di “vivere” l’esperienza di parto nella sua accezione più ampia, tra le mura domestiche la donna e la coppia rimangono protagonisti indiscussi delle proprie scelte e la donna mantiene l’energia necessaria per esprimere il suo potenziale generativo senza mai sentirsi giudicata né a disagio per le proprie modalità di espressione del dolore sia esso fisico od emozionale. In casa è possibile scandire i propri tempi e sfruttare le potenzialità del corpo muovendosi liberamente in sinergia con i bisogni del bambino.

Vantaggi documentati rispetto al parto in ospedale?

Le linee guida stilate dall’OMS e dal NICE non dimostrano una differenza in termini di morbilità e mortalità materno-fetale tra la nascita domiciliare e quella in struttura ospedaliera.

Riassumendo possiamo trarre la conclusione che in condizioni di fisiologia della gravidanza e stato di salute di mamma e bambino la nascita in casa facilita il parto e mantiene in stato di benessere psicofisico la donna e la coppia, di conseguenza il bambino.

Per leggere il racconto di Pamela e quello di una delle “sue” mamme, cliccate qui


Per saperne di più

http://atticrl.regione.lazio.it/allegati/propostelegge/TESTI_PROPOSTI/PL%20142.pdf

www.nascereacasa.it

https://www.nice.org.uk/guidance/cg190/resources/guidance-intrapartum-care-care-of-healthy-women-and-their-babies-during-childbirth-pdf