Gioie, dolori e deliri – il nostro autosvezzamento

Il pozzo senza fondo e il tettomane. Due approcci diversi al cibo, un’unica filosofia: “Mamma, mi svezzo da solo”. Fiducia, pazienza, sangue freddo. E un cane, poi vi spiego perché.

bambina

Autosvezzamento. L’ho sposata subito come filosofia. Mi sono detta: mi fido dei miei figli finché si attaccano al seno a richiesta, perché non fidarmi di loro anche dopo? Mi sono rifatta alle linee guida del Ministero della Salute per quanto riguarda l’introduzione dei cibi solidi (dopo i 6 mesi, senza bisogno di rispettare tabelle temporali). Mi sono armata di bavaglini enormi, buona volontà e pazienza.

Ho fatto il corso di disostruzione pediatrica, perché non si sa mai.

E via.

Due figli, due esperienze diverse.

La prima, una fogna. Imboccata, non imboccata, cibi solidi, liquidi, puree. Ingurgitava tutto. Con una coordinazione pari solo al suo appetito faceva arrivare alla bocca tutto ciò che le proponevo. Minuta com’era, mi sono sempre chiesta dove infilasse tutto quel cibo.

svezzamento

Il secondo, un gourmand in erba. Biscotti, solo di un tipo. Frutta, solo pera e banana. Pastina no, lui vuole la pasta corta, preferibilmente fusilli. Il passato di verdure lo schifa come la peste, ma assaggia vorace il pollo al curry. Assaggia, sia chiaro. Perché a 9 mesi resta un tettomane di prima categoria. E pesa quanto la sorella a un anno e mezzo.

alimentazione bambino

Ma il concetto non cambia: appena hanno dato tutti i segnali (stavano seduti da soli, avevano perso il riflesso di estrusione, manifestavano interesse per il cibo) sono venuti a tavola con noi. Qui avete tutti i dettagli scientifici. Da me avrete una guida alla sopravvivenza della mamma autosvezzante.

Occorrente

  • 1 bambino di 6 mesi compiuti
  • 1 seggiolone, alzasedia o simili
  • tanti bavaglini, con le maniche è meglio
  • qualcosa di impermeabile da mettere sul tavolo
  • 1 animale domestico (preferite il cane, i gatti sono schizzinosi sul cibo)

Procedimento

Prendete il bambino e posizionatelo a tavola vicino a voi. Se volete un suggerimento,

seggiolone senza vassoio, tipo il Tripp Trapp Stokke o il caro vecchio Antilop Ikea.

Noi siamo azionisti di maggioranza Stokke, ormai. Oppure, come abbiamo fatto per un periodo, il seggiolino che si attacca direttamente al tavolo. Ma Tommaso, che è rompipalle “particolare” lo vedeva come uno strumento di tortura, quindi ci siamo rassegnati a prendere il secondo Tripp Trapp (eh sì, perché Matilde il suo non lo molla!)

cane

Dal piatto di portata, che avrete riempito con un cibo nutriente, gustoso e salutare, adatto agli adulti ma allo stesso tempo leggero e poco condito per non appesantire i piccoli  pasta olio e parmigiano, scodellate la sua porzione in un grazioso piattino colorato. Metteteglielo davanti carichi di aspettative.

Adesso raccogliete da terra il piattino, e se vi siete procurati il cane lasciate che sia lui a occuparsi del cibo. Altrimenti, raccogliete anche quello.

Forti dell’esperienza maturata, mettete un singolo fusillo sulla tovaglietta davanti al bambino. Guardatelo con trepidazione mentre lo afferra e lo porta verso la bocca. Senza centrarla. Se lo infila in un occhio, poi nell’altro. Poi se lo passa, bello unto, tra i capelli freschi di shampoo. Poi riesce a ciucciarlo un po’. E alla fine gli cade a terra. Ripetete fino a esaurimento delle forze, vostre o sue. E poi porgete il seno alla creatura divertita ma assolutamente non sazia.

Considerazioni

Sappiate che, a meno di trovarvi alle prese con il modello ideale di bimbo-fogna, le prime settimane andranno così. Il cane prenderà qualche chilo, laverete e cambierete vostro figlio dalla testa ai piedi 3 volte al giorno (5, se comprendete le merende), poi smetterete di cambiarlo e lo vestirete con dei tutoni interi ignifughi che impataccherà allegramente dalla colazione alla cena, pasto dopo il quale lo laverete una volta per tutte e lo metterete a letto in un nuovo tutone fresco di bucato in modo che sia pronto per ricominciare il mattino dopo. Il cibo in terra sarà più di quello ingerito, le poppate resteranno invariate e la vostra fermezza si indebolirà un po’ a ogni pasto.

svezzamento

Ma un giorno, un giorno…inizierà a mangiare. Da solo e di gusto, a casa e al ristorante. Le poppate diminuiranno come per magia. Il cane riacquisterà la forma persa, i vostri pavimenti perderanno quella patina di unto data dal costante contatto con il cibo. Butterete i tutoni (smacchiarli non è possibile, meglio saperlo una volta per tutte). Vi resterà la soddisfazione di non dover girare con thermos e brodini, unita all’aplomb che solo chi ha visto il proprio figlio cacciarsi in bocca mezza banana e uscirne vivo può ottenere.

Per leggere quello che dicono OMS e pediatri riguardo svezzamento e autosvezzamento, tra consigli pratici ed evidenza scientifiche, leggete qui