Indovina chi viene a cena? – Di bambini, ristoranti e mamme in difficoltà

Meglio portare i bambini a mangiar fuori con noi cercando di insegnargli le buone maniere o meglio lasciarli dai nonni? E i vostri figli, come si comportano? Giudicare gli altri genitori sembra tanto semplice. Fino a quando…

Al ristorante c’è una mamma.

Non posso fare a meno di osservarla mentre mangio.

Ha una bambina piccola che strilla in continuazione. Che piange. Che grida.

Tutto quello che trova sul tavolo lo butta per terra, e se cercano di impedirle di gettare almeno piatti e bicchieri, le urla risuonano in tutta la sala.

Tutti si girano a guardare, infastiditi.

Appena sono arrivati in sala, le persone si sono innervosite e alcuni (giustamente) hanno chiesto un altro tavolo per allontanarsi.

Lei parla con i vicini e cerca di spiegare che a tavola la sua bambina è buonissima, che è nervosa perché è in un posto nuovo (ma chi ci crede?). Che in genere mangia tutto senza problemi (come no? Davvero credibile con quegli spaghetti tra i capelli). Che a casa nessuno  alza mai la voce (sì, e allora dove l’ha imparato?).

L’ho sentita dire che i capricci non sono tollerati, ma non riesce a farsi capire da qualcuno che non sa neanche parlare.

La pasta al pomodoro, intanto, vola ovunque. Sui vestiti, per terra.

Si vede che non riesce a gestire la situazione.

Alcuni mormorano “è perché lei è troppo giovane” (quanti anni avrà?). Altri “ma come le viene in mente di portare una bambina al ristorante? Non poteva lasciarla a casa?” (sarà stata una scelta consapevole o non sapeva a chi affidarla?).

Mi fa pena.

Ma anche rabbia.

Non riesco ad essere indulgente, nonostante comprenda la sua difficoltà e il suo imbarazzo.

Ma la colpa è sua.

I figli sono il prodotto dei genitori.

La mela non cade mai lontano dall’albero.

Porci e figlioli, come li educhi li trovi.

Si dice.

Si dice anche però che la buona educazione non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa (A. Cechov).

Però, come si fa a non commentare? Si può forse biasimare chi era venuto qui per mangiare in santa pace e ora deve sorbirsi la sua incompetenza?

Sta rovinando la serata a tutti.

Mi dispiace ma non riesco a scusarla.

Se la piccola è viziata e capricciosa, mia cara, te la puoi prendere solo con l’educazione che le stai dando.

Oppure no?

Ricordo una puntata di Sex and the city (Parlare non basta) in cui Charlotte e il marito, in cerca di un figlio, invitano a cena una coppia con tre bambini tremendi. Sconvolti da una serata che farebbe passare la voglia di procreare a chiunque, prima di andare a dormire, quella sera, si ripetono la bugia che tutti gli aspiranti genitori sono costretti a dirsi:

I nostri non saranno così

La mia non sarà così.

No, mai e poi mai farà una scenata al ristorante.

E io non sarò una madre ridicola che implora di tacere, poi rimprovera, poi offre un giocattolino, poi minaccia. Che dice no, poi sì. Che: “faqualsiasicosabastachenonurlipiù”.

Io ho giudicato per anni le madri come quella del ristorante.

Incapaci e patetiche.

Ma oggi.

Oggi quella mamma sono io.