Diventare madre. Ovvero: il superamento del disgusto.

Tuo figlio vomita e fa la cacca come la farebbe la bambina dell’Esorcista. Prima di essere madre, sarebbe bastato molto meno per toglierti l’appetito per una settimana. Oggi invece lo cambi con una mano e con l’altra mangi un panino…

diventare madre

Ci sono due cose che distinguono le madri dalle altre donne.

La prima è la concezione della doccia.

La doccia sta alle mamme (soprattutto le neomamme) come una giornata alla spa sta alle donne senza figli.

Se prima dell’arrivo della piccola otaria la doccia (lunga, calda, con shampoo, balsamo, crema ristrutturante e scrub) faceva parte della mia routine igienica quotidiana, oggi la doccia (cinque minuti, e shampoo quando va bene) è una conquista tutt’altro che scontata.

Un lusso, della serie:

Oh, vi avviso: oggi non ce n’è per nessuno!! Oggi mi vizio: oggi mi faccio la doccia

La seconda cosa che distingue le madri dalle altre donne (per non parlare degli uomini…) è

il superamento del disgusto.

Prendete me.

Prima di diventare mamma, ero una personcina abbastanza schifiltosa e precisetta.

E quando dico abbastanza schifiltosa e precisetta intendo…

Avete presente Howard Hughes? Il miliardario americano degli aerei, quello che ha ispirato il film The Aviator di Martin Scorsese? Ossessionato dai germi e che ordinava i piselli nel piatto per ordine di grandezza? E che si lavava le mani così?

Ecco: ora avete un’idea abbastanza precisa di me prima dell’otaria.

Ma ora tutto è cambiato.

Quando diventi mamma, tutto quello che prima trovavi repellente smette di disgustarti.

La bambina mi rutta/rigurgita/vomita/fa la pipì/fa la cacca addosso?

«Brava, micetta, che bel ruttino/rigurgitino/vomitino/pipì/cacca che hai fatto!»

La pipì della bambina è “pipì santa”. La cacca idem.

Se allatti al seno e a richiesta, ogni notte il tuo pigiama sarà un campo di battaglia.

La mattina ti svegli, ti guardi allo specchio e immancabilmente ci sono macchie di tutte le sfumature immaginabili di giallo.

Rigurgito? Latte esondato?

Ormai non ti chiedi nemmeno più di che si tratta. Tanto uno vale l’altro per te: tu sei oltre la soglia del disgusto.

Chi ha figli dei due o tre anni passa la giornata a chiedersi perché certi oggetti siano appiccicosi. Con un neonato invece la domanda è:

perché questa roba è bagnata?

Ma la curiosità, come detto, è solo un virtuosismo.

Tanto ormai il microclima costante in cui vivo da oltre quaranta giorni (da quando cioè sono uscita dalla clinica) non è né caldo, né freddo: è umidiccio.

Umidiccio il letto dopo la notte di poppate.

Umidiccio il pigiama.

Umidicce le maglie da allattamento costantemente sbavate e sbrodolate da mia figlia.

Umidicci i teli che metto sulla spalla per far rigurgitare la bambina.

Umidiccio, umidiccio, umidiccio.

Ma ormai chi ci bada più? Una passata di phon, e via, pedalare.

Certo, ci sono stati episodi particolarmente hard core che hanno quasi risvegliato il senso del disgusto ormai sopito in me.

Come quella volta in cui la piccola otaria – chiaramente posseduta dal maligno: è l’unica spiegazione razionale – ha aspettato che le togliessi il pannolino per fare una terrificante cacca arancione a spruzzo che mi ha imbrattata dalla testa ai piedi.

E quando dico dalla testa ai piedi non sto parlando per iperbole: è una pedissequa descrizione dello stato in cui mi sono ritrovata (vi dico solo che ho dovuto buttare le pantofole…).

cambiare neonato pannolino

Per non parlare di quella volta che dal pannolino è esondata una sorta di schiuma giallastra…

Ops… Vi sto disgustando?

Se siete non madri, senz’altro sì. E anzi: probabilmente avete smesso di leggere questo post svariate righe fa.

Se invece siete madri quasi certamente starete pensando: «Ma ringrazia che non hai un figlio maschio, altrimenti una bella pipì in faccia non te la toglieva nessuno».

Come detto:

le mamme e il disgusto sono due linee parallele che non si incontrano mai.

L’ho capito definitivamente quando ho dovuto

pulire il naso di mia figlia.

I neonati raffreddati ovviamente (ma chi ci aveva mai pensato prima??) non possono soffiarsi il naso.

Il naso glielo devi svuotare tu.

Come?

Con una pipetta che ha due estremità: una finisce nel nasino otturato e l’altra…

…L’altra finisce nella tua bocca.

neonato raffreddato
Ecco la famigerata pipetta… Ma “cuore di mamma” non si schifa di nulla…

Ebbene, sì: per togliere le caccole dal naso dei figli piccoli bisogna aspirarle via.

Se avete fatto questo (e superato la cacca a spruzzo), nella mia – seppure ancora limitata – esperienza di mamma, non c’è più nulla che vi possa disgustare.

Io e voi (e tutte le altre madri) siamo oltre.

Abbiamo passato il Rubicone.

E – diciamolo – ne siamo uscite indenni. Seppure un po’ umidicce…