Ops! I did it again. Pancia uno vs pancia due

Non siamo tipe sdolcinate, e l’avete capito. Ma è innegabile che la prima gravidanza abbia un po’ di fascino. Con la seconda invece quel poco di “stato di grazia” si volatilizza in tempo record, anche per il partner

Dicono che ogni gravidanza sia unica. Io ne ho avute due, e ho notato molte cose in comune. Le nausee. Le caviglie gonfie. Il bruciore di stomaco. Il sonno cronico. Gli ormoni che ballano la rumba rendendoti la copia femminile di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. I piedi che prendono un numero esatto costringendoti a comprare delle scarpe più grandi (ok, questo non è così brutto). Ah, sì: l’emozione per la vita che cresce.

Però è vero, le differenze sono molte. Perché ci sei già passata, perché sai cosa aspettarti, perché hai un bambino indiavolato a cui correre dietro e una pancia il cui abitante ti ricorda della sua presenza quando lo stai proprio trascurando con qualche calcione ben assestato e un attacco di nausea che Linda Blair era una dilettante se dimentichi che lui proprio non tollera che tu mangi uno yogurt.

Quando aspetti il primo figlio

vomiti l’anima ogni mattina (e pomeriggio, e sera, se siete fortunate come me). Il partner ti tiene amorevolmente la fronte. Tiri su la testa dal wc con aria sofferente e stoica insieme e ti adagi sul divano sbocconcellando crackers. Il partner ti esorta a bere acqua a piccoli sorsi ed esce a comprare ghiaccioli al limone/zenzero candito/liquirizia/chewingum al melograno andino che – ha letto su internet – sono un toccasana.

Quando aspetti il secondo figlio

vomiti l’anima allo stesso modo, ma cerchi di farlo silenziosamente per non svegliare figlio1 che dorme. Poi vorresti accasciarti sul pavimento ma non puoi, perché figlio 1 tra un’ora entra a scuola e devi farti la doccia prima che si svegli. Il partner dal letto mugugna “Tranquilla amore, è solo un po’ di tosse”(Sì, mio marito l’ha detto. A sua discolpa, dormiva e ha parlato nel sonno sentendo i rumori soffocati dei conati che provenivano dal bagno. Poi si è alzato ed è venuto ad assistermi. Poi. Ovviamente glielo rinfaccerò per tutta la vita).

Quando aspetti il primo figlio e scopri che è una figlia dipingi le pareti della cameretta in bianco ghiaccio e gli infissi in glicine.

Quando aspetti il secondo figlio e scopri che è un maschio mediti di ridipingere gli infissi in un colore più neutro, poi pensi che il tuo personale modo di combattere gli stereotipi di genere sarà farlo convivere con la porta color glicine e il lampadario rosa. Per metterti a posto la coscienza compri un set di lenzuola a righe bianche e celesti.

Quando aspetti il primo figlio segni sull’agenda le analisi, prenoti un’ecografia al mese e cerchi di infilarne un’altra di straforo qua e là.

Quando aspetti il secondo figlio la ginecologa ti telefona perché non ti vede da due mesi e vorrebbe sapere se sei viva e se per caso hai fatto la curva glicemica (ecco cosa non cambia tra prima e seconda gravidanza: al bibitone al glucosio non ci si abitua).

La cartella di analisi ed ecografie della prima gravidanza è spessa 15 centimetri. Quella della seconda, 3.

Quando aspetti il primo figlio porti la pancia in giro come un trofeo.

Quando aspetti il secondo figlio nessuno si accorge della pancia perché oscurata da Figlio1 che vuole stare in braccio.

Quando aspetti il primo figlio curi l’alimentazione, fai pasti bilanciati e snack proteici.

Quando aspetti il secondo figlio ti nutri di

  • cose che non richiedano l’accensione dei fornelli
  • cose che sporchino meno stoviglie possibile
  • avanzi dei pasti di Figlio1.

Quando aspetti il primo figlio non alzi pesi.

Quando aspetti il secondo figlio hai un koala di 14 chili aggrappato addosso l’80% del tempo.

Quando aspetti il primo figlio frequenti il corso preparto. Anzi, due, in consultorio e in ospedale.

Quando aspetti il secondo figlio ritieni che vedere qualche puntata di “24 ore in sala parto” sia sufficiente.

Quando aspetti il primo figlio fai un sacco di baby shopping.

Quando aspetti il secondo figlio ti dici che i body rosa della grande li può usare tranquillamente anche il piccolo, tanto li metterà sotto alla maglietta (e crescerà più forte e capace di affrontare gli stereotipi di genere, vedi sopra). Mediti 10 minuti se togliere i fiocchi applicati a un pagliaccetto, se il colletto di pizzo è troppo borderline (baby George dice di no), se davvero c’è necessità di cambiarlo tutti i giorni. Rispondendoti che sì, purtroppo i neonati si sporcano come se razzolassero nel fango invece che tra le candide lenzuola di una culla, compri tutto online, in stock.

Quando aspetti il primo figlio e dimostri meno dei tuoi 27 anni le signore in fila al supermercato ti guardano con compassione e ti fanno saltare la fila, mormorando «Così giovane…».

Quando aspetti il secondo figlio e dimostri meno dei tuoi 30 anni senti chiaramente alle tue spalle una voce che commenta «Certo che ora si sbrigano parecchio queste ragazzine» (in coda alla Asl con bimba di 2 anni e pancia di 6 mesi). Mio marito sostiene che aiuterebbe a) non vestirsi come la protagonista di Juno b) ricordarsi di rimettere la fede al dito la mattina prima di uscire.

Quando aspetti il primo figlio

alla ventottesima settimana prepari la valigia per l’ospedale,

perché non si sa mai, e la tieni pronta nel bagagliaio ogni volta che esci.

Quando aspetti il secondo figlio la valigia staziona in camera aperta e semivuota fino all’ultimo. Finché una mattina non chiami tuo marito al lavoro e gli dici “In ospedale (dove sei andata per un controllo da sola in macchina dopo aver portato Figlio1 all’asilo) dicono che mi ricoverano perché ho le contrazioni e 2 centimetri di dilatazione, mi finisci di riempire la valigia con x, y e z e me la porti?”.

E poi, solo poi, ti accorgi di aver dimenticato le mutande.

*Disclaimer: nessun Figlio2 è stato maltrattato per scrivere questo post*

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