Babywearing, la guida di PFLU a fasce e marsupi

Con l’arrivo di Figlio2 sono diventata una grandissima fan del babywearing. Mani libere, bimbo sereno, possibilità di seguire la primogenita senza fatica. Dalla mia esperienza, con l’aiuto della Presidente della Scuola del Portare, una guida ai supporti più adatti e gli errori da non fare

Portare il proprio bambino. Perché? Perché è comodo, quando vuole stare in braccio e tu hai bisogno di avere le mani libere. Perché è tenero, tenerselo appiccicato un altro po’, dopo averlo tenuto nella pancia 9 mesi. Perché è pratico, quando hai un cane e un bimbo più grande. Perché è maneggevole, non dover fare slalom al supermercato con passeggino, carrello, buste. Perché è veloce, scendere dall’auto infilando il bimbo in fascia o nel marsupio invece che caricare e scaricare ogni volta 10 kg di trio.

Qualunque siano le vostre motivazioni (e le mie sono tutte queste insieme),

sentire il richiamo del babywearing è facile.

Ma, come spesso accade quando si parla di bambini, a improvvisarsi si rischia di sbagliare. Si scivola in fantasie idilliache che poi, alla resa dei fatti, sono tutt’altro. O, addirittura, possono essere dannose.

Ricominciamo, dunque. Portare, indossare il proprio bambino. Una pratica sempre più diffusa anche nel mondo Occidentale (mentre nelle culture tradizionali è una modalità necessaria mai caduta in disuso), che ha alle basi solidi studi. Oltre ai vantaggi spiccioli di cui ho parlato in apertura, quelli che da profani si vedono con più facilità. Basta farsi un giro sul sito della Scuola del Portare per documentarsi sul perché la nostra fisiologia in qualche modo richieda che i bambini siano portati (siamo pur sempre scimmie bipedi, no?), sul come il babywearing riduca il pianto del bambino (e lo stress della mamma!), e ancora l’utilità nei bambini prematuri, che a contatto con il corpo della mamma, contenuti e sostenuti, stabilizzano meglio le funzioni cardiache e respiratorie.

Siamo convinti? Sì, lo siamo. Ma a questo punto, sorge il primo ostacolo. Come portare? Perché entri da Prenatal e trovi un tripudio di marsupi, fai un giro in un qualsiasi negozio per la prima infanzia, online o fisico, e ti verrà proposto e caldeggiato sempre e solo un certo tipo di supporto.

Il marsupio a mutanda

Credo che u n’immagine valga più di mille parole per spiegare come mai questo tipo di supporto sia sbagliato

babywearing

I supporti che rispettano l’ergonomia del portato e del portatore sono altri.

Fascia lunga (elastica o in tessuto a trama diagonale), ring sling, mei tai, marsupio strutturato i più comuni

mei tai

Per approfondire, cliccate qui

Come orientarsi allora? Cosa scegliere? Ci siamo fatti aiutare da Antonella Gennatiempo, presidente della Scuola del Portare

Quali supporti sono utilizzabili dalla nascita?

Dalla nascita la fascia elastica oppure quella in tessuto sono i supporti più idonei, poiché sono senza stringhe, anelli o altro e permettono di avvolgere il bambino sul corpo del genitore facendo in modo così di restare in un continuum di sensazioni ed esperienze simbiotiche. Il bambino, così come nel grembo, necessita di questo fino alla fine del periodo ormai riconosciuto come “esogestazione” ossia fino a quando come tutti i mammiferi non riesce a seguire il suo “branco” gattonando o camminando.

Esistono marsupi che vanno bene anche per i neonati?

Marsupi che siano fino in fondo rispettosi dei bisogni fisiologici, posturali e psicologici di un neonato non esistono. L’unico supporto semistrutturato che potrebbe andar bene è il Close Caboo, che é una fascia elastica già incrociata con anelli sui fianchi regolabili ma vengono meno dei presupposti utili invece al neonato.

Voglio comprare un unico supporto valido per tutto il percorso: su cosa mi oriento?

Detta così non posso che rispondere fascia di tessuto, ma nessuno porta con un solo supporto basti pensare al fatto che la stessa fascia viene ciucciata dal bebè o ha dei rigurgiti sopra, quindi prevede un lavarla e tutti i portatori alla fine optano per almeno due supporti . Anche perché spesso l’esigenza della mamma e papà sono molto diversi.

Voglio spendere poco, quali marchi di fasce mi consigli?

Io invito i genitori a visitare il nostro sito e a contattare le nostre consulenti, ormai quasi tutte hanno le fascioteche : luoghi in cui ci sono incontri gratuiti e in cui poter vedere, toccare e provare i vari supporti e volendo anche prenderli in affitto. Come scuola non facciamo pubblicità a nessuna marca ma ogni consulente ha una bella varietà di supporti da far provare e sperimentare per trovare il più idoneo alla diede mamma-figlio (o triade, includendo il papà) in base alla fase evolutiva del bebè e alle esigenze della famiglia. 

Come riconosco un marsupio ergonomico?

Un marsupio ergonomico ha una seduta idonea alla divaricazione delle anche dei bambini, né troppo aperte ne troppo chiuse, inoltre non sono “ appese”, ma arriva a sostenere le gambine da cavo popliteo di una gamba a cavo popliteo dell’altra gamba (l’incavo del ginocchio per capirci).  Hanno un pannello  idoneo alla lunghezza della schiena del bimbo che lo contiene e accompagna, e coulisse per sostenere testa.

Portare fronte mondo: nei manuali di alcuni supporti, anche ergonomici, è indicato come opzione. Si può fare?

No, in nessun caso. Stiamo lavorando con molte aziende con il nostro gruppo tecnico per segnalare questo errore. Sul nostro sito parliamo anche di questo, per chi volesse approfondire.