Dedicato a chi regala scarpe con il tacco a una neonata…

Tutte le neomamme hanno almeno un parente-amico-collega che decide di svuotarsi casa e fare “bella figura” riempiendoti di cose inutili. Ma quando ti arrivano due paia di scarpe numero 29 con il tacco per una neonata di due mesi è ora di dire basta!

regalare cose usate

Quando ti nasce un figlio, amici e parenti si dividono in due categorie:

  • quelli che ti comprano un regalo
  • quelli che ti regalano cose appartenute ai loro figli.

Questa secondo gruppo si suddivide a sua volta in due sottocategorie, molto diverse tra loro:

  • quelli che selezionano con criterio i capi/oggetti da portarti in dono, tenendo in considerazione il sesso di tuo figlio, la stagione in cui è nato e lo stato di usura dei vestitini/oggetti stessi, i quali vengono lavati e sistemati con cura prima di passare nelle tue mani;
  • quelli che raccattano tutte le cianfrusaglie-panni vecchi-scarpe bucate che girano per casa e li buttano alla rinfusa in un unico bustone, che ti mollano alla prima occasione utile. Senza tenere conto del fatto che, con un bambino appena arrivato in casa, tu non abbia tempo di stare a fare la cernita.

Ecco: oggi voglio parlarvi proprio di questa ultima sottocategoria.

Tutte le neomamme hanno almeno un parente-amico-collega-conoscente che rientra nel novero di quanti decidono di svuotarsi casa e di fare “bella figura” regalandoti “tante di quelle cosine utili, vedrai…”.

Essendo mamma da due mesi, anche io ho ricevuto la mia dose di pacchi-fuffa.

Va bene, ci sta: anzi, è quasi un rito di iniziazione alla genitorialità.

Ma l’altro giorno c’è stata l’apoteosi.

E so di incontrare la vostra solidarietà…

Scena: interno giorno.

Casa di Mamma Pinguino (che sarei io), del Chioccio (mio marito) e della Piccola Otaria (nostra figlia neonata).

Un gruppo di amici fanno il brunch della domenica, couscous, quiche, pizza. Un meltin’ pot di carboidrati e, soprattutto, l’occasione per presentare al gruppo la Piccola Otaria.

Mentre disseminiamo di briciole il pavimento del soggiorno, arriva l’ultima invitata.

L’amica ritardataria, con la sua bambina di quasi sei anni al seguito.

Entra trafelata: casa nostra è al primo piano, ma a farla sbuffare sono tre bustoni che si trascina dietro.

Amica Ritardataria: «Come va, come state, ma guarda che meraviglia questa bambina… A proposito, vi ho portato un po’ di cosine… Erano di Carlottina mia, vedrai quanto vi saranno utili».

Mamma Pinguino (adocchiando con sospetto i bustoni): «Ma grazie, che gentile. Lasciale di là, che con calma più tardi facciamo una selezione».

L’Amica Ritardataria molla il suo pesante carico e si tuffa su quello che resta del couscous.

Carlottina sua, unica bambina in un gruppo di adulti – e sì, c’è anche Piccola Otaria, ma non è certo una compagna di giochi adatta a lei – si annoia. E allora ha un’idea: inizia a portarci, un pezzo alla volta, il contenuto dei bustoni.

Per prima arriva una ballerina di vernice nera, parecchio scrostata da un lato.

E soprattutto numero 29.

L’Amica Ritardataria nota il mio sguardo esterrefatto.

Farfuglia: «Sì, certo, sono cose un po’ grandi… Ma si sa: i bambini crescono talmente in fretta…».

Ora.

È vero che Piccola Otaria ha un appetito degno di un camionista bulgaro.

È vero anche che ha un robusto ritmo di crescita che l’ha portata a prendere due chili in due mesi.

Ma nemmeno se la imbottissi di ormoni come un pollo da allevamento intensivo del Kentucky riuscirebbe a calzare il 29 prima dei cinque anni.

Non faccio in tempo a riprendermi dallo sgomento, che la figlia di Amica Ritardataria arriva con un altro “tesoro”.

Altre scarpe numero 29.

E attenzione:

queste hanno pure il tacco.

Mamma Pinguino (che non sa se essere più allucinata dal fatto che siano scarpe con il tacco o scarpe numero 29): «»

Amica Ritardataria: «Sì, queste Carlottina le ha amate molto. Sono quelle di Elsa. Tutte le bambine adorano Elsa. Vedrai…».

Già.

Peccato che mia figlia ha due mesi, di Elsa non gliene può importare di meno e quando sarà in grado di capire un cartone animato Elsa sarà storia vecchia e dimenticata.

Carlottina, intanto, continua a portare ciarpame.

Ancora scarpe.

Rosse stavolta.

Sempre con il tacco.

scarpe tacco bambina
No, dico: ne vogliamo DAVVERO parlare??

Amica Ritardataria: «Queste sono proprio da piccola spagnola, olé!»

Olé?

Olé???

Il Chioccio intercetta per tempo il mio sguardo assassino.

Interviene per evitare che il nostro brunch domenicale tra amici finisca sulle pagine di cronaca nera dei giornali di domani.

Il Chioccio, rivolgendosi all’Amica Ritardataria: «Sì, da piccola spagnola, certo, come no, olé. Ma ecco: al momento non sapremmo proprio dove metterle… Lo sai, i bambini ti invadono la casa con le loro cose, noi non abbiamo più nemmeno un centimetro libero. Facciamo così: portatele indietro, le prenderemo poi. E anzi, se le vuoi dare a qualcun altro, non farti scrupoli. Tanto noi non le potremmo utilizzare almeno per i prossimi 4-5 anni».

Amica Ritardataria: «Ma dài, ve l’ho detto: i bambini crescono così velocemente! Mi sembra ieri che Carlottina mia…»

Il Chioccio (che è buono e diplomatico, ma non è mica un santo, la interrompe con fermezza): «No, guarda. Ora non abbiamo proprio posto per queste cose. Per favore, riportatele indietro».

Amica Ritardataria (assumendo un’aria offesa): «Va bene, va bene, me le riprendo. Io pensavo di farvi un favore. Ma certo, capisco…».

Risolta la questione degli stracci e delle scarpe vecchie di Carlottina, il nostro brunch prosegue in allegria.

Il prosecco scorre a fiumi.

Mamma Pinguino in allattamento beve diligente la sua cedrata.

Un disco jazz gira sul piatto.

Arrivati alle mini sfogliatelle con caffè, l’Amica Ritardataria guarda il cellulare e viene improvvisamente colta da frenesia.

«Oddio, ma è tardissimo! Carlottina, dobbiamo sbrigarci, i nonni ci aspettano! Veloce, veloce mettiti il cappotto, saluta, corri, sbrigati, è tardi, è tardi… Ciao-ciao a tutti, siamo state bene, ci vediamo, auguri, che bella la vostra bambina, alla prossima, bye-bye…».

In un battibaleno, Amica Ritardataria e Carlottina sua sono fuori da casa nostra.

Io e il Chioccio richiudiamo la porta alle loro spalle e torniamo dagli altri ospiti. Ma in una frazione di secondo ci guardiamo negli occhi e realizziamo:

I tre bustoni di ciarpame li ha mollati qui…

regalo nascita usato
…e questo è solo uno dei tre… Immaginate il resto…