Mia figlia è un supereroe: ecco le prove

La mia bambina riesce a svegliarsi e piangere nei momenti peggiori. Prima credevo che si trattasse di sfortunate coincidenze, ma ora invece ho capito: ha il Super Udito. E non solo. Come tutti i supereroi che si rispettino, ha anche un’arma segreta…

WONDERWOMAN

All’inizio pensavo di avere partorito una bambina. Ma poi ho capito. Mia figlia non è una neonata di tre mesi.

Mia figlia è un supereroe.

Non ci credete? Accomodatevi: ve lo dimostro.

Che cosa distingue i supereroi da noi comuni mortali?

«I superpoteri!», direte voi.

Esatto.

Ognuno ha il suo.

Flash Gordon, per esempio, è super veloce. Hulk è super forte. Elastigirl è super allungabile.

Mia figlia ha il Super Udito.

Casa mia. Interno giorno.

È presto.

Molto presto.

Troppo presto. 

Dopo una notte di combattimenti tra lettone e next to me, mia figlia dorme beata il sonno del vincitore.

Io, distrutta, finalmente potrei dormire un po’. Ma il sonno, a quel punto, mi è passato.

Mi rigiro un paio di volte nel letto. «Dormi… Dormi… Dormi…», l’autoipnosi non funziona.

Sospiro, mi arrendo all’evidenza: che la giornata abbia inizio.

Scivolo fuori dal letto e a tentoni esco dalla camera buia.

Mia figlia continua a dormire serena (e russicchia pure un po’, la maialina).

Silenziosa come un ninja, anzi: come l’ombra di un ninja, raggiungo la cucina. Quello che mi ci vuole ora è una colazione che mi rimetta un po’ in sesto. Riempio una tazza grande come un catino di cereali. Aggiungo tutta la frutta secca che trovo in giro per la dispensa, e pure un po’ di mela a tocchetti.

colazione
Perfetto. Ora manca solo un po’ di latte e…

La mia ciotolona è bellissima, mi sento in una pubblicità della Kellogg’s. Manca solo il latte, lo verso e…

…Gnnnnnnnaaaaao…. gnnnnnnaaaaaao…. gnnnnnnaaaaaaaooooooooo…

Mia figlia si è svegliata. E sapete perché? Perché il suo super udito ha captato lo scricchiolio dei cereali bagnati dal latte.

E il Super Udito non perdona.

Corro da lei. La cullo, la blandisco, la imploro. E alla fine si riaddormenta.

Io torno in cucina. Tolgo di mezzo il cucchiaio (ormai inutile) e cerco la cazzuola nella cassetta degli attrezzi di mio marito: il ciotolone da pubblicità contiene ormai una collosissima malta, un blob informe, una sorta di “La Cosa“, che se non mi sbrigo a mangiarla esce fuori e mi mangia lei…

Dopo avere in qualche modo ingollato la sbobba, decido che sì, ok: la giornata è partita male, ma possiamo ancora recuperare.

Mi basta poco. Mi basta una doccia.

Datemi una doccia calda e vi conquisterò il mondo.

Un’occhiata veloce alla bambina che dorme paciosa con i suoi pugnetti all’insù mi conferma che il momento per la doccia è ora, o mai più.

Faccio scorrere un po’ l’acqua, raggiungo la temperatura ottimale (che per me corrisponde all’incirca all’acqua di cottura delle aragoste) ed entro nel box doccia. Meravigliosa sensazione…

Mentre mi beo e mi cuocio allo stesso tempo, il flacone di shampoo stracostoso che ho comprato preoccupata di perdere i capelli a causa dell’allattamento mi fa l’occhiolino dal ripiano interno della doccia.

Tendo l’orecchio, di là tutto tace, nessun cenno di bambina risvegliata/risveglianda.

Decido quindi che dopo la nottata in bianco e la colazione ingollata con la cazzuola, posso concedermi questo lusso: oggi mi lavo i capelli.

Inizio a insaponarmi la testa, un profumo di lavanda mi trasporta in Provenza, ricordo quell’estate in cui…

…Gnnnnnnnaaaaao…. gnnnnnnaaaaaao…. gnnnnnnaaaaaaaooooooooo…

Mia figlia si è svegliata. E sapete perché? Il suo super udito ha captato il crepitio della schiuma che si stava gonfiando tra i miei capelli.

E il Super Udito non perdona.

Mi sciacquo alla bell’e meglio, mandandomi tutto il sapone nell’occhio destro (e questo shampoo anti-caduta sarà pure il top, ma al momento rimpiango il proletarissimo Baby Johnson “non brucia gli occhi, evita i nodi” della mia infanzia…).

Corro da lei. La cullo, la blandisco, la imploro. E alla fine si riaddormenta.

Morta di sonno, con La Cosa che inizia ad agitarmisi nello stomaco e ormai mezza cieca dall’occhio destro, decido che questa giornata non è partita bene, e non è proseguita meglio. Ma ora mi sdraio accanto alla bambina che ari-dorme beata, la tengo d’occhio e mi rilasso leggendo qualche pagina del libro che mi hanno regalato a Natale.

Mi allungo con la schiena che scricchiola (‘sta bambina comincia a diventare pesantuccia da cullare…) e inforco gli occhiali, determinata a leggere almeno una decina di pagine.

Apro il volume, sfoglio veloce introduzione-cenni storici-prefazione-note dell’autore per arrivare finalmente al capitolo 1 e…

…Gnnnnnnnaaaaao…. gnnnnnnaaaaaao…. gnnnnnnaaaaaaaooooooooo…

Mia figlia si è svegliata. E sapete perché? Il suo super udito ha captato il fruscio delle pagine sfogliate. 

Ma stavolta non corro da nessuna parte, sono già lì. E sono determinata a non cullare-blandire-implorare.

Ora basta! Questa bambina è un kapò, un Padron Wallace che mi ha preso per la sua personale Kunta Kinte. E no, eh! Stavolta mi ha proprio scocciata, stavolta non gliela dò vinta, stavolta…

…Stavolta mia figlia il supereroe tira fuori la sua arma segreta.

Perché se Spiderman ha le ragnatele, Wolverine la spada Muramasa e Capitan America lo scudo, anche mia figlia ha il suo asso nella manica. E lì, su due piedi (i miei, perché lei è ancora un saccoccetto che neanche gattona), mi spara il suo

Super Sorriso.

Che mi liquefà, mi annienta, mi instupidisce, tutto in una volta sola.

Mia figlia è davvero un super eroe…