Imparare a stare senza i figli: trova il biberon giusto e poi leggi Toni Morrison

Lasciare tuo figlio la prima volta non è facile, specie se allatti. Il biberon perfetto ti aiuta. Ma la vera sfida è imparare a gestire la tua ritrovata libertà…

allattare con biberon

Guardate questa foto.

biberon anti-coliche

L’avete guardata per bene?

Ok.

Allora ditemi:

che cosa ci vedete?

Se la vostra risposta è un biberon, mi dispiace: è la risposta sbagliata.

Magritte diceva “ceci n’est pas une pipe”.

magritte

Io invece dico:

ceci n’est pas un biberon

Quella foto raffigura la chiave per la mia ritrovata libertà.

Mi spiego meglio.

Da quando è nata mia figlia, alias Piccola Otaria, io e lei non siamo mai state separate per un periodo di tempo più lungo di un’ora.

Le prime settimane io non l’avrei lasciata neanche sotto tortura – e non c’erano nonni aspiranti baby-sitter che tenessero.

Sarò pure Mamma Pinguino, ma i figli so’ piez e core anche per me.

Ma passata la fase “il-mondo-è-una-trappola-mortale-se-mi-allontano-da-lei-succederà-qualcosa-di-catastrofico-e-io-me-ne-pentirò-a-vita” (fase irrazionale, lo so: mi consolo pensando che “il panico da neonato” colpisce praticamente tutte noi neomamme), l’idea di affidare la bambina a mani amorevoli diverse dalle mie non mi appariva più così assurda.

Anzi…

Dolci visioni di cene romantiche con mio marito – ma anche di me dall’estetista che riesco a farmi una cera completa (e, prima di diventare mamma, mai avrei immaginato che persino questa immagine potesse risultare dolce) – hanno iniziato a titillarmi e a tentarmi come le sirene di Ulisse.

Ma se la Piccola Otaria si chiama così, non è un caso.

Il suo appetito è paragonabile a quello di un camionista rumeno a fine turno.

E io allatto al seno, a richiesta.

Cosa bellissima per carità, ma anche totalizzante.

E allora, per dirla con Lenin:

Che fare?

C’ho pensato, ho messo tutto sul piatto della bilancia e ho deciso:

proviamo con il biberon.

Ora: sento già forte e chiaro le proteste indignate delle “talebane della tetta”.

Come, come? Cosa odono le nostre orecchie? Non avrai mica davvero pronunciato la parola biberon…?

Ma, care colleghe mamme che – come me, lo ribadisco – avete scelto di allattare al seno e a richiesta, aspettate a lapidarmi.

Lo dico serenamente, dopo essermi documentata e per esperienza vissuta:

il biberon giusto, al momento giusto, non interferisce con l’allattamento.

Peraltro, avendo conosciuto nei primissimi tempi la frustrazione di non riuscire a far attaccare bene la mia bambina, certo non volevo rischiare ricadute.

Quindi ho atteso tutto il puerperio, cioè i quaranta giorni necessari per avviare saldamente l’allattamento.

Ma da tempo, ormai, Piccola Otaria si attacca bene, e mangia e cresce anche meglio.

Per quanto invece riguarda il biberon giusto, io ho provato Philips Avent Natural.

Proprio quando avevo deciso che io e Piccola Otaria eravamo entrambe pronte per combinare l’allattamento al seno con quello al biberon, mi è stata offerta la possibilità di testarlo.

Perfetto”, ho pensato. “Cade a fagiolo”.

Ma…

Ma prima di accettare, ho preso informazioni.

Molte informazioni.

Da fonti diversificate. (Sono una personcina un tantino pignola, lo ammetto).

Quello che ho letto mi ha convinta che questo poteva davvero essere il biberon giusto perché:

  1. è anatomico. La tettarella ampia riproduce un seno, facilitando l’attaccamento del bimbo
  2. ha un sistema anti-coliche avanzato. Una doppia valvola impedisce che l’aria passi nel pancino del piccolo gnometto ingordo che succhia (visto che finché l’ho allattata solo al seno Piccola Otaria non ha mai sofferto nemmeno una colichetta, non ci tengo a iniziare ora, grazie!);
  3. è ergonomico e facile da afferrare. Anche da Piccola Otaria, che sta cominciando proprio ora a capire che quelle due appendici che la seguono ovunque sono proprio le sue mani…
  4. ha ottenuto il bollino “Consigliato dalle mamme” di Fattore Mamma. Significa che il 96,5% delle mamme che l’hanno provato prima di me lo consigliano alle altre mamme.

E se c’è una-cosa-una che ho imparato da quando Piccola Otaria è nata è che fare rete tra noi mamme è l’unico modo per sopravvivere ai figli.

(su questo tema, se non l’avete già fatto, vi consiglio di leggere “Da Cenerentola a Hobbit” di @Marta Fiacconi).

Così, mi sono lanciata.

Ho prenotato una giornata extra con la tata con largo anticipo (e allertato i nonni per back up in caso di forfait dell’ultimo minuto).

Mi sono tirata il latte per una settimana, tutte le mattine, producendo una scorta in grado di saziare Piccola Otaria per svariati giorni. Melius abundare…

Ho riservato un percorso di coppia in una spa super romantica.

E – con un colpo di reni finale – anche un tavolo per cena in un delizioso ristorante vicino casa.

Il giorno X ho incrociato le dita, e sperato ardentemente che tutto andasse bene.

…e tutto è andato bene. 

Il biberon Philips Avent Natural ha mantenuto le promesse.

philips avent

Sia alla prima che alla seconda poppata, Piccola Otaria si è attaccata subito, con grande soddisfazione, ingurgitando tutto il suo lattuccio.

E, malgrado la solita foga da camionista di cui sopra con cui ha divorato i suoi pasti, anche stavolta

zero coliche.

Io dalla spa prima e dal ristorante poi sono riuscita a chiamare ogni mezz’ora limitare ragionevolmente il numero delle telefonate alla tata. Telefonate che, più o meno, hanno avuto tutte questo tono:

Io: «Ciao. Come sta andando?»

Tata: «Bene. Abbiamo giocato con la palestrina. Poi ha mangiato serenamente. Ora sta facendo un sonnellino»

Io: «Senti… Ma che dici, io le manco??? No, perché lei… Mi mancaaaaaa»

Insomma.

Il succo di tutto questo è che la libertà di cui vi parlavo prima ora ce l’ho a portata di mano.

Piccola Otaria può essere alimentata anche se io non sono fisicamente presente, quindi posso allontanarmi da lei.

Eppure, eppure.

Ora che lei ha imparato a stare senza di me…

ora che abbiamo trovato il biberon giusto…

ora che posso finalmente prenotare quella famosa ceretta…

Ecco: ora devo imparare io a stare senza di lei.

E, mai come in questo caso, è vero quello che ha scritto il premio Nobel Toni Morrison:

Liberare se stessi è un conto, sostenere il peso di quel sé liberato è un altro…

succhietto philips avent