Quella cosa che tutte le mamme hanno in comune

Festa della mamma alle porte. Ma lo sapete che io non ce la faccio a celebrare la mammitudine in modo canonico. Così mi sono chiesta: c’è qualcosa che ci rende proprio tutte uguali? Suggerimento: accade una volta al mese.

mamme

Son tutte belle le mamme del mondo” (a parte quando hai un neonato attaccato al seno h 24, un bambino grande che ti smocciola sull’orlo della felpa e non ti lavi i capelli da una settimana con le occhiaie da panda…vabbè avete capito).

Riproviamoci: “Mamme, dudududu, in mezzo a una via….mamme allo sbando senza compagnia…

No, non funziona nemmeno questo. Sta arrivando la festa della mamma e parlare di mamme non è mai stato così difficile. Siamo tutte molto diverse, come approccio alla genitorialità prima di tutto (ne abbiamo parlato riguardo alle teorie sulla nanna, ricordate?). Come gusti, idee, aspirazioni, sogni, desideri, abbigliamento. Non puoi riconoscere una mamma dall’aspetto esteriore (occhiaie a parte, tranne quelle munite di creatura mitologica chiamata figliochedormetuttalanotte), e nemmeno dal mondo interiore, perché se le donne sono dolcemente complicate le mamme dentro hanno l’entropia.

Però una cosa

tutte le mamme (diciamo il 99%) ce l’hanno in comune.

Le mestruazioni.

Ok, ho detto la parolaccia. Ne dico un’altra?

Vagina.

Ops.

E’ innegabile. Quella cosa lì ce l’abbiamo tutte. E in quei giorni lì da quella cosa lì  esce sangue che in qualche modo non possiamo lasciar scorrere liberamente (anche se il free flow è una tendenza, leggete qui).

Visto che io sono un’enorme rompipalle convinta ecologista in questi particolari

“trucchi del venerdì”  per la festa della mamma

vorrei parlarvi di alternative meno inquinanti agli assorbenti usa e getta (aka “plasticoni” nel gergo di noi fricchettone).

Assorbenti eco

Immagine a puro scopo dimostrativo. Scusate, ma erano davvero antiestetici

Partiamo soft: questi li potete buttare ma con la consapevolezza che non resteranno circa 4-500 anni in discarica. Non li uso ma mi hanno parlato molto bene dei Vivicot, che non hanno un costo folle (3,45 il pacco da 14) e dicono di essere: biologici, biodegradabuili, ipoallergenici, privi di sostanze chimiche, e quindi (udite udite) interamente compostabili: li potete gettare nell’umido!

Chi li usa conferma una notevole riduzione di fastidi da sfregamento e sostanze chimiche varie contenute nell’assorbente in sè, a fronte di un’assorbenza un po’ inferiore. Esistono varie marche

Assorbenti lavabili

Carini & coccolosi, per mestruazioni piene di fantasia

Qui si inizia a far sul serio. Questi li conosco e li uso, ma io sono “quella pazza che usa i pannolini lavabili”, quindi potevate aspettarvelo. Li ho apprezzati molto nel post parto, quando avere a contatto del morbido tessuto invece che il “filtrante seta” è una svolta che voi umani.

Vi schifate? Prendeteli neri. Poi metteteli in una sacchetta impermeabile con la zip e buttatela in lavatrice una volta piena con la zip aperta. Fatto.

Sono un po’ più ingombranti dei supersottiliultrassorbenti ma ne guadagnano: il portafoglio alla lunga, perché dopo l’investimento iniziale non ci pensate più, e ovviamente l’ambiente. Potete scegliere fra una miriade di materiali, disegni, colori. Non ve ne suggerisco uno in particolare perché è una scelta davvero personalissima. Li fanno mamme artigiane su Etsy, ci sono abbastanza economici su ebay/aliexpress, i produttori di pannolini lavabili spesso hanno una loro linea. Digitate assorbenti lavabili o cloth pads in un motore di ricerca e sbizzarritevi.

Coppetta

Il Sacro Graal delle mestruazioni. La uso da ormai 4 anni (intervalli gravidanza e post parto esclusi). In silicone medicale o altro materiale analogo, anallergico, durevole, morbido. Si inserisce come un tampax, ma:

  • il sangue non entra a contatto con l’aria e l’ambiente esterno, ergo: zero rischio da TSS
  • tiene molto di più: un tampax regular assorbe circa 10 ml una coppetta media tiene sui 20 – poi ne esistono di piccole da 15 ml e di più capienti da 30-35 ml
  • non assorbe la normale idratazione delle pareti vaginali: niente più effetto carta vetrata quando estraete il tampax mezzo asciutto!
  • cambi meno frequenti
  • si adatta alla forma del corpo, è davvero come non averla.
Mai più senza. Sul serio, provatela

Si sterilizza in acqua bollente per 5 minuti a inizio ciclo, tra un cambio e l’altro si sciacqua con acqua (di solito non dovrete mai farlo in giro, perché tiene davvero tante ore!) ma se non avete acqua a disposizione si svuota nel wc, passatina con carta igienica e si rimette. Bisogna prenderci un po’ la mano, capire l’inclinazione giusta, la piegatura con cui si “apre” meglio, riconoscere quando fa il vuoto. Ma dopo un paio di cicli di prova la padroneggerete.

Esistono molte marche, ma quello che vi deve guidare nella scelta sono solo due fattori: intensità del flusso per la capienza, tonicità del pavimento pelvico per la durezza: più siete toniche più vi converrà prendere una coppetta rigida, altrimenti si “strizza” e non fa l’effetto sottovuoto che è la chiave del suo funzionamento.

Spugna marina

Per sentirsi Ariel, almeno in quei giorni lì

Qui devo ammettere che non mi sono mai avventurata. Mi trovo così bene con la coppetta…Però il funzionamento è presto detto: si prende la spugna della giusta misura (in base a conformazione fisica e entità del flusso, si bagna, si strizza, si inserisce. Dopo toto ore si ripesca e si sciacqua, e via. (Si ripesca? Sì, si ripesca: la vagina non è un portale multidimensionale, se spingete un pochettino con i meravigliosi muscoli in dotazione la riacchiappate subito).

Non mi ha mai convinto del tutto rispetto alla coppetta. Ma ha un vantaggio innegabile: la spugna (marina, riutilizzabile, o sintetica usa e getta) si può usare per fare l’amore in queigiornilì senza sembrare sul set di un film horror. Oh, io ve l’ho detto. Mi sa che bisognerà provarla!

Per approfondimenti e recensioni, ecomestruazioni.it, coppettamestruale.it