Bambini e cibo. Libri per cambiare punto di vista

L’ora de3l pasto può diventare una lotta. Vi proponiamo 4 libri per cambiare il rapporto dei nostri figli con il cibo e riuscire finalmente a rilassarci quando li vediamo mangiare come uccellini

Siamo mamme italiche, si sa. Per quanto possiamo fare le moderne, c’è quella vocina che dice che il pupo non ha mangiato abbastanza. Ci commuoviamo davanti ai rotolini cicciosi, ci angosciamo per l’inappetenza. Uscire da questo meccanismo e diventare incredibilmente zen davanti a una cena composta da 2 penne al sugo (due di numero, eh) e un morso alla banana è un lavoro lungo e faticoso, fatto della ripetizione continua del mantra della nonna-che-ha-fatto-la-guerra:

Chi non mangia ha mangiato o mangerà

Ecco quindi la nostra selezione di

libri su bambini, genitori e cibo

un po’ per convincere i nostri neofobi pargoli a provare qualcosa di nuovo, un po’ per instillarci

***Disclaimer: consiglio solo libri testati di persona su di me, i miei figli, mio marito***

Libri per bambini

Prosciutto e uova verdi

Poetico e irriverente insieme come solo il Dr. Seuss sa essere. In rima, scandito, con un ritmo che cresce rendendo la lettura sempre più precipitosa. La trama è presto detta: Nando vuole far assaggiare al co-protagonista un piatto a base di prosciutto e uova verdi. L’altro non ci pensa per niente. e allora Nando (detto Ferdi) lo insegue in tutti i luoghi e in tutti i laghi (ah ah) finché non cede. E indovinate? ADORA prosciutto e uova verdi, dopo averli assaggiati! A casa nostra quando Figlia1 non vuole assaggiare un cibo nuovo mi metto a strillare “prosciutto e uova verdi! prosciutto e uova verdi!”. 99% delle volte funziona.

Cosa fanno i dinosauri quando è ora di mangiare?

Qui l’effetto divertissement è fondamentale: vedere enormi dinosauri alle prese con la vita quotidiana (e genitori umani) già di per sè suscita ilarità. Tutti i libri della serie sono composti in due parti: prima si parla di cosa potrebbero fare i dinosauri in certe situazioni (buttano il cibo per terra? rifiutano le verdure?), mentre nella seconda parte si vede cosa fanno realmente: un dinosauro mangia composto, assaggia ogni cosa (almeno un pezzettino) e così via. “Educativi” ma non troppo, hanno trovato la chiave per entrare nel cuore di genitori e bambini. Senza proporre personaggi noiosi e perfettini, senza dichiarare troppo apertamente l’intento edificante. Ma allo stesso modo, facendo leva sull’imitazione. A volte basta dire “Su dai, fai il bravo dinosauro” perché Matilde capisca al volo e corregga il tiro.

Libri per genitori

Il mio bambino non mi mangia

Qui entra in gioco uno dei miei miti personali: Carlos Gonzàles, pediatra spagnolo che mi ha aiutato moltissimo a rivedere l’idea che mi ero fatta dell’educazione dei bambini. Un libro che con umorismo racconta il momento della Grande Sfida: i pasti. E ci permette di fare quello scatto mentale che (da brave mamme italiche) geneticamente non ci appartiene: il bambino non MI deve mangiare. Non deve mangiare per me, per la nonna, il papà, e un cucchiaio per babbo natale e uno per il coniglietto pasquale. Mangia per nutrirsi. Ha dei meccanismi di regolazione che la natura gli ha dato, e che dobbiamo aiutarli ad ascoltare. “non obbligare tuo figlio a mangiare, non obbligarlo mai con nessun metodo, in nessuna circostanza e per nessun motivo”, spiega. L’inappetenza non è un problema reale (o almeno: a meno di reali problemi medici) ma la differenza tra ciò che un bambino mangia e quello che noi speriamo che mangi. Dannarsi non serve a nulla, anzi: crea intorno al cibo dinamiche psicologiche di gratificazione, compensazione, opposizione, che mettono le basi per disturbi alimentari futuri. Togliamo al cibo il suo potere contrattuale: lasciamoli liberi di regolarsi, buttiamo le tabelle, godiamoci la reciproca compagnia ai pasti indipendentemente dalla quantità di cibo introdotta. Facile, vero?

Io mi svezzo da solo! Dialoghi sullo svezzamento

Un altro pediatra dalla parte dei bambini. Che scrive parola anche forti, che almeno per quanto mi riguarda hanno colpito nel profondo. Ci fa vedere il momento del pasto con gli occhi del bambino all’inizio dello svezzamento, che per mesi ha vissuto la sicurezza e il calore del nutrimento dal corpo della mamma – improvvisamente trasformata in Boia. Quel capitolo mi è entrato dentro sia nella lettura del punto di vista del bambino che in quello della madre (lo trovate qui un estratto). Leggetelo, cambierete opinione in modo radicale sullo svezzamento, tant’è che noi abbiamo adottato convinti il metodo caldeggiato anche da Piermarini stesso, e cioè l’alimentazione complementare a richiesta – l’autosvezzamento (leggete qui la mia esperienza). Difficile raccontare il poche righe il salto di prospettiva che Piermarini ci fa compiere, leggete l’anteprima passando link qui sopra, dove oltre alla questione cibo non manca nemmeno una stoccata ai vari “metodi per fare la nanna“.