Eppur si muove! Tuo figlio inizia a gattonare: ecco perché questo è il momento di riascoltare Battisti

Ci siamo: il fagotto ora è semovente. Stappiamo lo champagne e spediamo il video via WhatsApp a tutti i parenti, certo. Ma poi prepariamoci anche a dire addio a Howard Hughes e benvenuto a Battisti…

tuo figlio inizia a gattonare

… dopo avere passato l’ultimo mese prima di partorire in un parossismo di sindrome del nido, arrampicando il tuo pancione in cima a una scala per pulire il lampadario o accartocciandolo per terra per stanare anche l’ultimo Mohicano tra i granelli di polvere accampati sotto al letto (e avere successivamente disinfettato pure l’aspirapolvere, ça va sans dire);

… dopo avere trascorso l’ultima settimana prima di partorire a fare lavatrici ossessivo-compulsive, ovviamente solo dopo esserti letta tutto lo scibile umano su quali detersivi sono adatti ai neonati – e Napisan sì, Napisan no?, e la palletta di carta stagnola al posto dell’ammorbidente (non funziona, datemi retta), e l’aceto al posto dell’igineizzante, e la ricetta del detersivo fatto in casa con limone e bicarbonato, e ma ‘ndo vai se il sapone di alga non ce l’hai…

… dopo avere passato i primi mesi di vita di tuo figlio ossessionata dai germi come nemmeno Howard Hughes, in un’orgia di acqua bollente e amuchina per sterilizzare qualunque oggetto – ché si sa: parti con il ciuccio e finisci alle chiavi dell’auto, in una spirale che ti porterà presto a obbligare tuo marito a girare per casa in pattine;

… dopo avere azzannato decine di sudicie mani di sconosciuti che al parchetto hanno tentato di fare una carezza a tua figlia, inimicandoti a vita il comitato delle vecchiette di quartiere;

VECCHIETTA

… dopo avere passato giorni e giorni a studiare le etichette delle acque in bottiglia, per capire quale avesse il residuo fisso minore e il ph alcalino, rispolverando nozioni di biologia sopite nel tuo cervello dai tempi del terzo liceo;

Insomma. Dopo tutto avere creato un microclima biologico asettico come nemmeno nella sala operatoria di un cardiochirurgo, succede che:

un giorno tuo figlio inizia a gattonare.

Diventa semovente.

I suoi primi passi a carponi ti commuovono profondamente, il tuo entusiasmo è pari a quello di Galileo quando sfidando l’Inquisizione disse: «Eppur si muove!»

Ma sappilo:

da ora in poi sarà tutto un ciucciare lacci delle scarpe, tentare di bere acqua di water, leccare pavimenti.

Tu farai del tuo meglio per tentare di evitare l’inevitabile.

In un climax ascendente, t’inventerai angoli morbidi con tappetoni e coperte, poi spondine, trincee di cuscini, sistemi di paratie stagne trasversali che avrebbero arginato pure la falla del Titanic, ma non tuo figlio.

Lui troverà sempre il modo di evadere.

Approfitterà di quei 30-secondi-30 in cui il tuo sguardo è rivolto altrove – eh già: siamo umane pure noi mamme… – per puntare dritto al mocio che hai lasciato in corridoio, e usarlo per farsi un aperitivo.

Del resto, come dice Battisti, uno scoglio non può arginare il mare.

E come dice il saggio:

In fondo, sono tutti anticorpi.