Da quando è nata mia figlia sono divorata dal senso di colpa

Ma perché sono sempre pronta a sentirmi la madre peggiore di questo mondo, anche quando davvero non ce n’è motivo?

madre degenere

Ma perché da quando è nata mia figlia mi sento costantemente in colpa nei suoi confronti?

Basta un nonnulla, mia figlia che starnutisce per esempio, e io parto in una spirale di auto-fustigazione mentale.

Ecco, non l’ho coperta abbastanza, l’ho fatta sudare, l’ho portata al supermercato e c’era l’aria condizionata troppo forte. E io non avevo pensato a portarle un giacchetto. Ora starnutisce, si sta ammalando, è colpa mia.

Se gli amici ci invitano a cena fuori, cerco sempre di trovare qualcuno, una babysitter, un nonno, che resti a casa con la mia Piccola Otaria, perché non voglio sfasare i suoi ritmi pappa-sonno. Ma se disgraziatamente non c’è nessuno disponibile e la cena proprio non si può rimandare, prima ancora di mettere piede nel ristorante, il mio Senso di Colpa ha iniziato la sua martellante e subdola tiritera.

«Guarda che occhietti, poverina, ha sonno, vorrebbe stare nel suo lettino (o meglio ancora nel lettone, con la sua mamma). Quello sarebbe il meglio per lei. Non essere trascinata fuori casa da una madre egoista che mette davanti i suoi bisogni e i suoi piaceri rispetto alle necessità della figlia…».

Il lato razionale del mio cervello, timidamente, prova a controbattere.

«Non la faccio uscire mai la sera, è un’eccezione, una cena fuori non ha mai ucciso nessun bambino. E comunque non faremo tardi, e il ristorante è a un quarto d’ora da casa».

Ma quando si parla di figli raramente la razionalità ha la meglio.

Il Senso di Colpa continua a ripetermi che stasera, in questo ristorante, non sto facendo il meglio per la mia bambina. La sto costringendo a orari non suoi, in un ambiente poco indicato per lei.

E io ci credo, mi ingozzo la cena per fare il prima possibile e lancio uno sguardo d’odio verso mio marito che ha osato ordinare il dolce.

Perché mi sento in colpa?

Da quando è nata Piccola Otaria, faccio di tutto perché abbia il massimo. Eppure, il mio Senso di Colpa mi dice che i miei sforzi non sono abbastanza.

L’ho allattata al seno, superando le difficoltà iniziali, perché sapevo che il latte materno, almeno fino a 6 mesi in forma esclusiva, è l’alimento migliore per un neonato.

Io l’ho allattata sette mesi e mezzo.

Poi, Piccola Otaria ha iniziato a mordermi, mi faceva male e ho smesso. Quando la pediatra mi ha chiesto. «Quindi lei ha finito di allattare, basta latte di mamma?», mi sono sentita come se dovessi giustificarmi.

«Sa, mi mordeva. Ho provato a dirle di no, a farle capire che mi faceva male. Ma continuava e allora…»

Quando c’è la babysitter e anche io sono in casa, magari scrivendo un post, non riesco a non pensare che dovrei starci io sul tappetone con mia figlia. «Dovrei giocare con lei, non stare davanti al pc a fare le mie cose».

Di nuovo, la razionalità cerca di dire la sua: «Stai con tua figlia tutti i giorni e tutte le notti. Se la mattina ti prendi qualche ora per te, per essere anche Virginia e non solo mamma, non c’è niente di male. Anzi. È salutare, fa bene a te, ma anche alla bambina».

Il discorso è convincente e sto per rilassarmi quando…

«Ma senti, senti come ti chiama: Mamma, mamma…», il Senso di Colpa torna a farsi sentire e mi assesta una delle sue pugnalate dritte nel petto.

Insomma. Potrei andare avanti ore e ore elencando tutte le situazioni in cui mi sento la Madre Degenere, ma il succo è che:

dal tunnel del senso di colpa non riesco a uscire.

Non capisco perché ci sono finita dentro, non so se capita a tutte le mamme o solo a me.

Cerchiamo tutte di essere perfette? C’è qualche imposizione sociale o questa cosa del senso di colpa ce la portiamo inscritta nel DNA?

Io non lo so. Sulla questione, ho più domande che risposte.

Ma di una cosa sono certa: so che non è giusto. Che tutto questo senso di colpa, alla fine, non me lo merito.

Intanto, nessuno è infallibile. È difficile accettare che possiamo sbagliare, soprattutto quando si parla dei nostri figli. Ma siamo solo degli esseri umani, e dunque fallibili per definizione. Ricordiamocelo, ogni tanto.

E ricordiamoci anche che:

avere una mamma che si annulla per i figli, non rende i bambini più felici.

Ripetiamocelo, scriviamolo su un post-it e attacchiamolo sul frigo. Ma soprattutto: cerchiamo di crederci davvero. Anche quando quel frigo lo apriremo e ci accorgeremo che ci siamo scordate di ricomprare il parmigiano 36 mesi per la pappina del bambino…