I terribili due – Se tuo figlio dice sempre “No”

Tuo figlio sta attraversando la fase cosiddetta dei “terribili due”? Per uscirne fuori senza impazzire, l’unica soluzione è armarsi di pazienza e un po’ di ironia

Interno giorno. Salotto.

Mamma e figlia vestite di tutto punto, davanti alla porta, pronte per uscire.

 

Mamma: Allora, sei pronta?

Figlia: No!

M: Come no? Non vuoi uscire?

F: Scire no!

M: Vuoi restare a casa?

F: Asa no!

M: Allora vuoi dormire?

F: Mire no!

M: Vuoi giocare?

F: Ghiocae no!

M: Vuoi mangiare?

F: Maggiae no!

M: Vuoi visitare la fabbrica di Willy Wonka, ingozzarti di chili di cioccolata, fare un salto per cena al castello di ghiaccio di Elsa e poi volare con Peter Pan sull’Isola che non c’è?

F: Enoccé no!

M: Meglio. Allora rispettiamo il piano principale. Andiamo da nonna. Ti vuoi portare un gioco?

F: No!

M: (apre la porta di casa)

F: (si butta a terra, pianto disperato, reazione decisamente spropositata al contesto)

M: Che c’è?

F: Vojo gioco.

M: (Santa pazienza) Vuoi il pony?

F: Pony no!

M: Allora la bambola

F: Bambla no!

M: L’orso

F: Osso no!

M: Il pupazzo dei Minion?

F: Mignot no!

M: Le costruzioni

F: Stuccioni no!

M: Il libro?

F: Libbo no!

M: (Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh)

F: (Ferma, non sa che fare)

M: Allora dai, se non vuoi niente usciamo, altrimenti faremo tardi.

F: Nooooooooo!

M: Cosa c’è???

F: Vojo pony

M: …

F: (Prende il pony)

M: Bene, tutto a posto. Sei contenta adesso?

F: No!

M: (Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh)

Se ti sei riconosciuta in questa scena, se la situazione ti suona famigliare e se anche tu pensi che tuo/a figlio/a sia posseduto dallo spirito di un adolescente ribelle, allora non c’è dubbio.

State attraversando la fase dei “terribili due”.

Se hai da poco aiutato il tuo adorabile pargoletto a soffiare sulla seconda candelina, cara mamma, hai tutta la mia solidarietà.

Dicono sia un passaggio (quasi) obbligato.

Dicono che i “No” servano ai bambini a conquistare la propria indipendenza.

Per questo ti rendono la vita impossibile, anche se in realtà, molte volte, vorrebbero solo dire “sì”.

Vero o falso che sia, è dura.

Durissima.

D’un tratto tuo figlio ti contrasta, si oppone, ti sfida a reagire.

Adolescente, né più né meno.

Con i suoi capricci mette alla prova un equilibrio che ti sembrava di avere appena conquistato.

Dopo tutte le paturnie su allattamento, svezzamento, spannolinamento, inserimento ecc., ecco che arrivano quelle sul comportamento, lo scontento, il lamento ecc.

E allora che si fa?

Come si reagisce?

A casa nostra non si danno sculacciate e si cerca – nel limite dell’umano – di non alzare mai la voce.

Libri di pedagogia?

Confesso, non sono quel tipo di mamma.

Nel bene o nel male, sono più una che improvvisa.

Ma alla fine, pensando pensando, ho trovato una soluzione.

E ne sono così soddisfatta che voglio condividerla.

Accantonando la mia presunzione, ho trovato un guru a cui ispirarmi.

Uno che aveva capito tutto.

Edward “Eddie” Valiant, inventore di quello che io chiamo “Il metodo Acme™ ”.

Funziona sempre.

Sempre.