A che età dare un cellulare a mio figlio? Ecco la risposta degli esperti

Gli esperti dell’Interdisciplinary Summit on Children and Screen Time legano l’utilizzo precoce di device digitali con ritardi nel linguaggio… Ecco tutte le cifre e le 10 domande che noi genitori ci dovremmo porre prima di mettere un cellulare in mano a nostro figlio.

Mi sono chiesta spesso se, come e quanto smartphone, tablet & co. influenzino la crescita e lo sviluppo di mia figlia.

Oggi mi sono capitati sotto gli occhi i risultati dell’ultimo Interdisciplinary Summit on Children and Screen Time. Si tratta di un panel autorevole, che riunisce esperti interdisciplinari per studiare gli effetti che l’esposizione allo schermo – o meglio “agli schermi” – ha sui nostri figli.

Le evidenze esposte dai ricercatori mi hanno dato da pensare (per non dire che mi hanno angosciata alquanto…).

La notizia, così come l’hanno riportata il quotidiano americano USA Today e il sito del settimanale Time, è che ci sono prove crescenti del fatto che l’esposizione a tv, smartphone, etc possa avere “conseguenze negative sulla crescita dei bambini molto piccoli“.

In particolare sembrerebbe che un’esposizione precoce e significativa agli schermi potrebbe comportare un maggiore rischio di ritardi nel linguaggio.

Ma andiamo con ordine, e partiamo da alcuni dati illustrati durante il summit a sostegno delle tesi esposte (fonte: Common Sense Media).

Negli ultimi 4 anni, i bambini tra gli 0 e 8 anni hanno hanno triplicato il tempo che trascorrono davanti a smartphone e tablet.

I bambini in questa fascia d’età trascorrono circa 2 ore e 20′ davanti a uno schermo. La tv resta ancora in testa (un’ora al giorno), ma è tallonata dai device mobili (quasi 50 minuti). Come appunto smartphone e tablet. I minuti trascorsi davanti a uno schermo aumentano per i bimbi che appartengono a famiglie economicamente svantaggiate, arrivando a superare le 3 ore e mezza quotidiane.

Altro tasto dolente: oltre la metà dei bambini usa device elettronici subito prima di andare a letto, malgrado sia scientificamente dimostrato che questo può causare problemi del sonno.

Se sei anni fa appena l’1% dei bambini fino a 8 anni possedeva il proprio tablet/smartphone, oggi ben il 42% ha un suo device personale.

E il 95% vive in una casa dove c’è almeno uno smartphone/tablet (sei anni fa era solo il 41%).

Gli esperti del summit interdisciplinare hanno realizzato anche uno studio su bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni. Hanno rilevato che quelli che trascorrevano più tempo davanti a uno schermo avevano una probabilità maggiore di sviluppare ritardi di linguaggio. Mentre non hanno osservato ritardi in altri ambiti comunicativi.

Nello specifico,

ogni 30 minuti di esposizione allo schermo la percentuale di rischio crescerebbe del 49%.

Inoltre, è emerso che i bambini fino a 2 anni non riescono a collegare il mondo in due dimensioni che vedono sugli schermi a quello reale che li circonda. Anche per questo i ricercatori esortano i genitori a non fare eccessivo affidamento alle app educative, ma a ingaggiare direttamente i propri figli.

I media digitali sono una tecnologia sbalorditiva, che avremmo solo potuto sognare 20 anni fa. Ma con tutte le promesse e le opportunità, ci sono anche alcuni grandi rischi.  (Pam Hurst-Della Pietra, fondatrice dell’Ong Children and Screens: Institute of Digital Media and Child Development).

C’è poi tutto il tema, diverso, ma altrettanto fondamentale, della cyber sicurezza.

Vi siete mai chiesti:

A che età è giusto dare a un bambino il suo cellulare?

Io, seppure abbia una bimba ancora molto piccola, mi sono già interrogata in proposito.

Gli esperti invitano i genitori a porsi dieci domande prima di mettere in mano uno smartphone/tablet ai propri figli.

Bambini, internet e cyber security: ecco le 10 domande a cui ogni genitore dovrebbe saper rispondere

  1. Mio figlio sa come proteggere la sua reputazione online?
  2. Sa come proteggere le sue informazioni private?
  3. Sa come costruire relazioni online che siano sicure?
  4. Sa come ci si disconnette?
  5. Capisce questioni di sicurezza digitale di base, come cos’è un virus?
  6. Mio figlio è in grado di prendere decisioni etiche in tema di pirateria digitale?
  7. Sa come usare device digitali per fare ricerche?
  8. Ha riferimenti informativi che gli consentano di individuare le bufale (fake news)?
  9. Quando è online partecipa ad attività costruttive o perde solo tempo?
  10. Sa risolvere problemi quando si trova a dover affrontare una sfida digitale?

Se la risposta a queste 10 domande è affermativa, allora vostro figlio è pronto per avere il suo personale device.

Vi sembrano criteri troppo severi? Ricordiamoci quello che dice Diana Graber, esperta di cybersecurity, fondatrice di Cyberwise:

Gli errori che commettiamo online, restano online per sempre…

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