Maschere e travestimenti, è Carnevale tutto l’anno

Perché limitarsi al carnevale? Vi racconto perché amiamo i travestimenti e cosa dice la pedagogia moderna di un gioco intramontabile

“Oggi voglio essere una principessa unicorno”. Quanti genitori, di fronte a una richiesta del genere, avrebbero sentito tremar le vene e i polsi al pensiero:

“E mò come si fa una principessa unicorno?”

Ma no, io no. Perché ne ho, di difetti, come madre. Le cartelline trasparenti richieste dall’asilo nido del Ciccio (alias Figlio2) a inizio anno non le abbiamo mai procurate. Ma sulle minchiate  cose veramente importanti sono molto ferrata.

Ho aperto il baule dei travestimenti

e in 5 minuti la principessa unicorno era pronta.

(Un vestitino preso in saldo, due tutù stratificati e un cerchietto che vagava da tempo nell’armadio)

Perché noi amiamo i travestimenti, le feste in maschera, il cosplay estremo. Per “noi” intendo le due creature sotto il metro e venti. Però mi sento di dire che non siamo molto originali.

Ormai è un gioco proposto in tutti i nidi e in molte scuole materne, fa parte del metodo Reggio Emilia ma è riconosicuto come uno dei caposaldi del gioco simbolico, quello attraverso il quale il bambino impara a rapportarsi con il mondo esterno, ad affrontarlo, ma anche a sviluppare il mondo immaginario.

Basta pochissimo per trasformarsi: i guanti lo tramutano in motociclista, una stoffa drappeggiata è mantello da supereroe, da regina, con le scarpe rubate ai grandi ci si cala nel ruolo dei genitori.

E poi è divertente. Con gli anni casa nostra si è riempita di oggetti utili al caso. Ammetto che contravvenendo un po’ ai dettami pedagogici spesso li compriamo, invece che lasciare che i pargoli sperimentino con materiali di uso quotidiano. Corone bacchette, ali, tutù, un casco da pompiere, un pigiama da Stormtrooper, il cerchietto con le orecchie da gatto, la maglietta con il mantello incorporato.

Passa al lato oscuro…abbiamo i biscottini!

Basta una cesta, una scatolone, un cassetto. Un po’ di orpelli vari rimediati tra negozi tutto a 1 euro, saldi, imbarazzante fondo degli armadi.

Uno specchio, anche, per ammirarsi.

Facciamo che io ero…

E il gioco è servito