Aiuto, aiuto, si salvi chi può! – Letture animate

Non esistono solo libri per…, o meglio: alcuni libri sono per…divertirsi, e amare le storie così come vengono, senza secondi fini. Noi ci divertiamo a metterli in scena con letture animate da voci e pupazzi

L’altro giorno Matilde, 5 anni ad aprile, ha letto le sue prime parole in stampatello. E’ sempre stata curiosa e attenta, all’asilo si fa pregrafismo e lei si imbuca sempre nel gruppo dei “grandi”, tanto che avevamo valutato l’idea di farle saltare un anno – ma questa è un’altra storia che vi racconterò.

Ci sono libri che piacciono ai bambini, ma entrano in testa e nel cuore anche a noi. A volte penso con malinconia a quando non mi dirà più “mamma, mi leggi…?” e si sarà chiuso anche quel capitolo della prima infanzia.

Per adesso, però, mi godo il momento. E i nostri libri preferiti prendono vita in mille momenti della giornata, una frase, una suggestione. Tra loro, un posto speciale lo ha il Gruffalò, storia in rima di un topino furbo che riesce a non farsi mangiare e a spaventare persino un mostro.

E’ un libro che si presta moltissimo alle letture animate, perché è in rima, facile da memorizzare, e costruito per scene successive quasi fosse un testo teatrale. E infatti del Gruffalò possediamo anche il meraviglioso teatro pop up. Se mi state chiedendo “il messaggio” però questa volta mi trovate in difficoltà. Il Gruffalò è puro divertimento, al massimo passa l’idea che l’intelligenza è l’arma più potente, ma senza grandi fini morali.

E quindi questa volta vi parlo di un libro per…amare la lettura, punto e basta. Una storia coinvolgente e frizzante, con una struttura circolare, rime divertenti e qualche colpo di scena.

Ma veniamo alle nostre letture animate di cui vi accennavo nel titolo. Oltre al teatrino, adatto ai bambini più grandicelli, dai 2 anni in su si può proporre anche ai più piccoli con i personaggi in carne e…stoffa.

Dopo aver ricevuto in regalo il Gruffalò in persona, ho fatto un po’ di cernita fra i pupazzi che già affollavano le enormi ceste di peluche della camera dei bambini e ho trovato: topolino e civetta made in Ikea, volpe frutto del regalo di una zia. Ci manca solo il serpente, ma conto di rimediare al più presto (al momento lo mimo con le mani, e rende benissimo l’idea).

Anche il piccolo devastatore ha apprezzato la messa in scena, e Matilde, che conosce ormai il libro a memoria, faceva la parte del topino, mentre io interpretavo il narratore e gli altri personaggi, facendo sfoggio di tutta la teatralità a mia disposizione per dar loro voci e caratteri, e rendere il cambio di tono da gradassi e minacciosi a impauriti e in fuga.

Ci si diverte? Giudicate voi

Se volete farlo anche voi e cercate la via breve – o non siete collezionatori compulsivi di peluche – qui c’è un mitico set di marionette da dito con il loro albero-contenitore.