Aiuto, mio figlio non mangia! Hai mai provato il pancotto?

Mia figlia ha sempre avuto un super appetito. Poi ha preso un brutto raffreddore e ha smesso di mangiare. Sono entrata nel panico! Ma la pediatra mi ha suggerito questa ricetta… Infallibile. Non c’è bambino inappetente che resista al pancotto. Provare per credere!

ricette per marini inappetenti

Se mia figlia è soprannominata Piccola Otaria, un motivo c’è. E il motivo è che, da quando è nata, si è subito distinta per un appetito robusto quanto quello di un camionista ungherese che mette i piedi sotto al tavolo dopo una tratta di 11 ore.

Come le otarie che chiedono pesci all’addestratore, mia figlia mi guardava e spalancava la bocca.

«Ho fame, ho fame, ho fame», era il messaggio costantemente telegrafato dai suoi occhietti ancora appannati di neonata, ma nondimeno estremamente efficaci nel veicolare senza possibilità di fraintendimento le sue necessità alimentari.

Una volta finito l’allattamento, lo svezzamento è partito da subito alla grande.

Pappe sputate, piattini lanciati lontano in segno di disgusto? A casa nostra non si sono visti. Ogni alimento veniva assaggiato con attenzione, ponderato e infine, invariabilmente, apprezzato e richiesto in grandi quantità dalla piccola belva famelica.

Potrete quindi immaginare il mio sconcerto quando mia figlia, a causa di un super raffreddore, ha iniziato a rifiutare il cibo.

Un pasto sbocconcellato appena, quello successivo saltato del tutto. Al terzo giorno di naso chiuso e inappetenza, ho iniziato a preoccuparmi davvero.

Ho chiamato la pediatra, che mi ha sentita *un po’* (alert eufemismo) agitata – penso di avere possibilmente farfugliato parole come “denutrizione” e “inedia” – e ha fissato per l’indomani una visita di controllo (e sì: aveva incredibilmente un buco libero. Credo di avere esaurito così la mia dose di fortuna per tutto il resto l’anno…).

La visita ha confermato che Piccola Otaria aveva una tonsillite con placche, per cui la pediatra le ha prescritto un antibiotico.

«E per farla mangiare?», ho chiesto io, angosciata per il progressivo smagrimento dei cosciotti della mia figliola.

«Signora, ha mai provato con il pancotto? Non c’è bambino inappetente che resista al pancotto», mi ha risposto la pediatra (che a sua volta è anche mamma di quattro bambini).

Ed è stato così che a casa nostra è iniziata

l’Era del Pancotto.

Il pancotto – come dice il nome stesso – è pane cotto a lungo nel brodo di carne.

Essendo un piatto tradizionale, se ne trovano, chiaramente, versioni differenti. Io vi propongo quella che utilizziamo in casa nostra, molto semplice e sostanziosa al tempo stesso, super apprezzata da mia figlia.

Per il brodo:

1 coscia di pollo, preferibilmente biologico

1 carota

1 cipolla

Per completare la ricetta:

pane secco

2 cucchiai di parmigiano

1 uovo

Lasciate cuocere questi ingredienti del brodo per almeno mezz’ora, in un litro e mezzo-due d’acqua. Se avete più tempo, lasciateli un cottura anche più a lungo (nel caso aumentate la dose di acqua).

Eliminate l’eventuale grasso con la schiumaiola o – se siete mooooolto più diligenti di me – filtrando il brodo.

Una volta pronto il brodo, aggiungete pane secco e lasciatelo cuocere a fuoco basso fino a che il pane sono si sia del tutto sfatto.

La quantità del pane dipende da quanto brodo avete preparato.

Potete però regolarvi facilmente in base alla consistenza del vostro pancotto: quella che volete raggiungere è la consistenza di un pappone, né più né meno.

So che detto così suona poco appetitoso, ma provate per credere…

Quando avete il vostro bel pappone pronto, togliete dal fuoco e aggiungete 2 cucchiai di parmigiano e un tuorlo d’uovo. Mescolate energicamente, fate raffreddare un po’ e voilà:

il pancotto è pronto!

Servitelo a vostro figlio… E tenete pronto il bis, perché vi assicuro che servirà!!

Se anche voi avete una ricetta infallibile per far mangiare bambini inappetenti… Condividetele con noi, qui o su Facebook!!