Non è mai troppo tardi! Mamme e studentesse? Certo che si può!

Ti senti troppo vecchia per ricominciare a studiare? I figli ti sembrano un ostacolo insormontabile alla tua realizzazione personale? Hai sempre desiderato laurearti ma hai paura di buttarti in una nuova avventura? Io l’ho fatto e ti racconto di come la soddisfazione ripaghi (quasi sempre) ogni fatica e notte insonne

Magari sei diventata mamma da giovane e non hai completato il tuo percorso di studi.

Magari vuoi specializzarti per avere una crescita di carriera.

Magari è sbocciato un amore nuovo, una nuova passione da seguire.

Magari è necessario per accedere a un concorso pubblico e avere l’agognato posto fisso.

Magari è voglia di autorealizzazione.

Insomma, i motivi possono essere diversi, ma eccoci qua.

Un piccolo esercito di mamme che tornano (con più o meno voglia) sui banchi.

Io sono tra queste.

Reinventarsi, iniziare un altro percorso… Non sono nuova a questo gioco.

Grazie alla crisi, ho ricominciato così tante volte che non le conto più.

Certo, tornare a studiare da adulta… Da mamma… Mica è facile.

Intanto, parlando di frivolezze, camminando tra i corridoi dell’Università, prendendo posto vicino a pimpanti ventenni, mi sono sentita una vecchia ho avvertito il gap generazionale.

Ti servono gli appunti? Ti mando la foto del quaderno su WhatsApp!

Sì, ma poi senza occhiali mi serve mezz’ora per allargare l’immagine e decifrare le scritte!

Aperitivo appena finisce la lezione?

Ma io devo recuperare la bambina a casa di qualche nonno, preparare la cena, fare lavatrici e mettere a posto tutto!

(Studiare con la mente libera, da figlia, quando vivevo con i miei era sicuramente un’altra cosa.)

Poi, parlando di cose serie, è un sacrificio (di tempo, di soldi, di attenzioni) che si chiede a tutta la famiglia.

Ad esempio, quando una domenica di sole, di primavera, mamma non può uscire e venire al parco perché deve studiare… (sensi di colpa, sensi di colpa)

Ogni momento “libero”, poi, giù a capofitto sui libri.

Mentre mia figlia dorme, mentre gioca da sola (sensi di colpa, sensi di colpa), mentre guarda un film (sensi di colpa, sensi di colpa).

Però il pensiero che mi fa andare avanti è un po’ lo stesso che ho già raccontato qui.

La voglia di essere per lei un esempio.

Un esempio di come una donna, con tanta forza di volontà, può realizzarsi nella famiglia e al di fuori di essa.

Di come studiare per passione o per trovare un lavoro che ci faccia alzare la mattina con il sorriso è la fatica più grande ma più bella di tutte.

Di come se la vita ti chiude in faccia mille porte, tu puoi sempre riaprire un portone.

Di come non è mai troppo tardi per seguire un sogno.

Di come bisogna sperare in un futuro migliore, ma non basta. Bisogna impegnarsi a costruirlo.

Anche se vuol dire dormire ancora di meno, inchiodarsi a una sedia e sbattere la testa sui libri anche quando senti il richiamo di milioni di cose da fare in arretrato (io, per esempio, sento il grido di dolore dei panni che vorrebbero uscire dalla cesta e essere stirati) o dover chiedere gli appunti alle ragazze che vanno a tutte le lezioni adducendo scuse da mamma (non posso venire oggi, ho la bambina con *inserire malattia a caso*).

Nessuno garantisce il risultato ma almeno saprai di averci provato.

Mamme studentesse, mamme lavoratrici e studentesse, lo so, ci vuole tanto coraggio.

Facciamoci forza!

E… buono studio a tutte!