Canzoncine per bambini. Addio Mamma Pinguino, benvenuto Jukebox Umano.

A un certo punto, nella vita di ogni mamma, arriva il momento in cui in casa è ammesso un solo tipo di musica: le canzoncine per bambini. E quando quel momento arriva, non c’è scampo: ci trasformiamo tutte in jukebox umani.

la bella lavanderina

Una mattina Gregor Samsa, destandosi dopo una notte di sogni inquieti, si trovò mutato, nel suo letto, in un gigantesco insetto.

Una mattina Mamma Pinguno, destandosi dopo una notte scandita dai calcetti e pugnetti rotanti assestati da un’inquieta Piccola Otaria – che ormai ha un anno e mezzo, ma dorme ancora al centro dell’ormai ex talamo nuziale e rotolando qua e là picchia come un John Cena dei tempi d’oro (e occupa lo stesso spazio di un grande obeso)…

…dicevamo: Mamma Pinguino si trovò mutata, nel suo letto, in un gigantesco juke box. 

La metamorfosi era avvenuta. E d’ora in poi ogni risveglio della sua vita sarebbe stato un risveglio da Jukebox Umano. O meglio: 

un Jukebox Umano che canta solo canzoncine per bambini.

Ore 6.15 del mattino.

Piccola Otaria è sveglia, sveglissima.

Una palletta di volontà, urgenze ed esigenze.

Con la grazia che la contraddistingue, scarica senza preavviso – poff! – i suoi 12 kg di peso lasciandosi cadere sullo stomaco di Mamma Pinguino. Mamma Pinguino che, per inciso, deve ancora riprendersi dalla nottata di maltrattamenti subìta. O meglio: dall’ennesima nottata di maltrattamenti subìta (ormai la deprivazione del sonno in casa di Mamma Pinguino è una pratica di prassi, una roba stile Guantanamo).

Piccola Otaria (rimbalzando a cavalcioni sullo stomaco di Mamma Pinguino): «Ina! Ina! Inaaaaaaaaa!!»

Mamma Pinguino (di soprassalto): «Amore, sì, sono sveglia, eccomi… La Bella Lavanderina? Sì, subito, subito… La Bella Lavanderinaaaaa, che lava i fazzolettiiiii, per i poverettiiiii…»

Piccola Otaria (insoddisfatta della performance): «Ante! Ante! Anteeeeeeee!!!»

Mamma Pinguino: «Sì, sì, amore, ecco: l’elefante, l’elefante con le ghetteeee, se le leva, se le leva e se le metteeee…»

Piccola Otaria: (ancora non ci siamo): «Pappa! Pappa!! Papppppaaaaa!!!»

Mamma Pinguino: «Ah, vuoi la pappa, amore? Sì, dài, è sabato e sono le sei e un quarto, fuori è ancora buio, ma va beh, alziamoci, andiamo a fare colazione. Tanto ormai siamo sveglie…»

Piccola Otaria, evidentemente indignata dalla lentezza di comprendonio di Mamma Pinguino: «No pappa! NO PAPPA!! Papppaaaaaaa!!»

Mamma Pinguino, perplessa: «Amore, non ho capito. Vuoi la pappa? O no…?»

Piccola Otaria: «NO PAPPA!! PAPPPPAAAAAAAAAAAA!!!!»

Mamma Pinguino continua a perplimersi. Ma poi, bang!, ha l’illuminazione: «Ahhhh, ho capito!! Viva la pappa pappaaaa, col pomo pomo pomo pomodorooooo…»

Grande capo Piccola Otaria approva, finalmente. Di più: è entusiasta. E lo manifesta:

A) cantando a squarciagola («PAPPPAAA… OROOOOO!!»);

B) rimbalzando a tempo di musica (sempre – ça va sans dire – sullo stomaco di Mamma Pinguino, che a questo punto ha sviluppato un six pack che i Centocelle Nightmare le spicciano casa);

C) obbligando Mamma Pinguino a cantare di nuovo la canzone.

Una volta.

Due volte.

Molte volte.

Fino a che…

Mamma Pinguino (per la 66esima volta): «Ti va la pappa pappaaaa…»

Piccola Otaria: «No! Illo! Illo!! Illooooo!!!»

Mamma Pinguino, galvanizzata dal successo precedente, parte in quarta: «Il coccodrillo come fa…»

Ma Piccola Otaria, scuotendo il ditino: «NOOOO, NOOOO!!»

Mamma Pinguino: «Ma sì, amore, fa così quella del coccodrillo. Il coccodrillo come fa…»

Piccola Otaria: «NO! NOOO!!! ILLLOOOOOOOOO!!!»

Mamma Pinguino: «Guarda, ecco, cerchiamola su YouTube, senti, senti…»

Il coccodrillo come fa…

Ma Piccola Otaria continua a scuotere con vigore il ditino, i suoi occhi sono gli stessi di Manuel Agnelli quando dice agli aspiranti concorrenti di X Factor: «Peccato che non eravate voi la band che suonava sul Titanic».

E stavolta a Mamma Pinguino l’illuminazione non arriva.

Ma arriva qualcosa di meglio.

«Ci son due coccodrilli ed un orango tango…»: è la voce baritonale del Chioccio, che si leva dall’altro lato del (sempre ex) talamo nuziale.

Oh, badate bene: tecnicamente Il Chioccio sta ancora dormendo.

I suoi occhi sono chiusi, sta girato di schiena.

Ma nonostante Il Chioccio – come tutti i mariti – abbia la capacità di continuare dormire pure se nella stanza esplodono le bombe a mano (o se, più verosimilmente, Mamma Pinguino è costretta a cantare l’intera collezione di Canzoncine per bambini volumi 1, 2, 3), ormai pure per lui non c’è più scampo. Nemmeno mentre dorme.

Ciao. Mi chiamo Il Chioccio. E anche io, come mia moglie, sono diventato un jukebox umano.

 

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