Rosa o blu? Slalom tra gli stereotipi di genere

Mamma di maschio e femmina, imparo da loro a capire le differenze e le affinità. Sul filo degli stereotipi, che, come spesso accade, hanno un fondo di verità

Prima di iniziare a leggere, prendetevi 3 minuti e mezzo e guardate questo video

(pro tip: ci sono i sottotitoli)

E’ un progetto nato dalla poesia di Hollie McNish: un cortometraggio del regista londinese Jake Dypka per parlare degli stereotipi di genere. Ce n’è bisogno ancora? Ma davvero sei di nuovo qui a romperci le balle con gli stereotipi di genere? 

Sì.

Cioè: guardate prima il video, poi parliamone.

Intermezzo

Interno, giorno. Pink volteggia sulle note di una canzone nel mezzo del salotto. E’ bardata come una perfetta ballerina sotto acidi: leggins con unicorni, gonna e strisce orizzontali bianche e fucsia, body rosa con la schiena scollata, cerchietto, ballerine blu di vernice. Blue la guarda, in calzoncini corti e maglietta dei Led Zeppelin. Inizia a imitarla. Poi si ferma, manca qualcosa. “Mamma duuuè mio vettito ballelina?”. Ci pensa un attimo, corre in camera, afferra un tutù scartato da Pink e lo indossa. Blue torna a ballare, finalmente in pieno nel personaggio.

Ve lo racconto perché in più di un gruppo di mamme su Facebook (che saranno il male, ma sono il nostro pane ormai) ogni volta che si parla di contrastare gli stereotipi esce fuori una che dice “e allora fallo girare in tutù tuo figlio se ne hai il coraggio!”. E niente, riguardo la foto che immortala la ballerina sotto acidi e il ballerino in tutù (che ho giurato di non divulgare se non per minacciarlo quando a 15 anni non vorrà riordinare la camera) e mi viene da ridere.

Perché non sono io a dover avere il coraggio di farlo girare in tutù, ma lui ad averne voglia, per farlo accadere.

Tornando a noi e agli stereotipi di genere

Rivedere questo video qualche giorno fa mi ha fatto pensare a come tratto i miei figli: mi comporto in modo diverso con loro perché sono un maschio e una femmina? E sono maschio-maschio e femmina-femmina, senza ombra di dubbio. Fatine, amore per vestiti, mollette, fiocchetti, glitter, tulle, unicorni da un lato. BRRRRRUUUUUUM BRUUUUUUM, macchinine, moto, trattori, astronavi, cowboy dall’altro. E anche il carattere, la predisposizione all’avventura, alla spericolatezza, la testardaggine, la complessità di pensiero, sono per entrambi sfumati chiaramente verso quelli che definiamo stereotipi. Mi chiedo e continuo a chiedermi ogni giorno quanto sia natura e quanto cultura, quanto il nostro inconscio condizionamento.

Penso alle volte che per strada Pink piangeva ed è stata consolata dai passanti “le lacrime fanno gli occhi belli”. Alle volte che Blue piangeva e un passante gli ha detto “ma no, su, fai l’ometto”. Penso a quando Blue portava tutto fiero lo zainetto di Pink (moooolto rosa, con le ballerine disegnate) accompagnandola a danza e “ma che hai lo zaino da femmina?”. Penso a Pink che correva in cortile a scuola e “le signorine non corrono”

Poi penso a casa mia

Pink si circonda di fate e unicorni (lo sapete che gli unicorni sono la sua passione principale), Blue ruggisce e urla “Io sono draaaago” mentre le calpesta la sfilata di moda delle winx. Poi Pink tira fuori la pista delle macchinine e Blue coccola il suo panda di peluche, lo mette sul passeggino e gli canta una ninnananna. Pink si maschera da supereroe, Blue da astronauta. Pink indossa tutù e scarpette, Blue si drappeggia addosso un pareo a fiori e canta le canzoni di Oceania. Blue afferra una spada giocattolo e sfida Pink, che smette di preparare da mangiare al suo esercito di unicorni e raccoglie la sfida: prende la sua spada e iniziano un duello che finirà in salotto.

Sono fratello e sorella. Sono femmina e maschio. Hanno caratteri e attitudini differenti, che un po’ stanno nei geni, un po’ nel caso, un po’ anche nel genere, perché lo sappiamo che maschi e femmine funzionano in modo diverso. Ma crescono così, tra tulle e trattori. Giocano. Prendono il meglio dei due mondi. Si amano e si tollerano e si picchiano e si abbracciano.

A noi genitori sta non trattarli diversamente in base al loro genere, ma solo in base ai loro gusti, che questa per me sarebbe la vittoria più grande: che tutto dipendesse da cosa mi piace, e non da cosa qualcuno ha deciso mi debba piacere.

 

Ti è piaciuto questo post? Condividilo!