Piccola Otaria e il vasino. Spannolinare è una guerra di logoramento.

Si apre l’era dello spannolinamento in casa di Mamma Pinguino. Prima o poi ce la faremo. Ma al momento la strada appare lunga, e soprattutto molto bagnata.

togliere il pannolino

Da qualche mese in casa di Mamma Pinguino e del Chioccio e di Piccola Otaria c’è una nuova presenza.

Fermi lì!!!

Prima che la zia Maria che è in voi immagini che vi stia annunciando l’arrivo di un nuovo pargolo, vi dico subito che non si tratta di questo.

Del resto, mica siamo come i reali di casa Windsor, che non fanno in tempo a sposarsi che già hanno sfornato il primo figlio.

E poi un altro.

E un altro ancora…

No.

La nuova presenza di casa nostra è – rullo di tamburi – il vasino di Piccola Otaria. Che alla soglia dei due anni ha iniziato a manifestare un certo, molto relativo eh, controllo delle sue piccole viscere e dunque io e il Chioccio ci siamo detti: «Che sia pronta per il vasino?»

E così è iniziata quell’operazione complicata e umidiccia, piena di momenti imbarazzanti, che si chiama spannolinamento.

Imparare a usare il vasino. Ce la stiamo facendo. O no?

Anche questa fase – come tutte le altre fasi di crescita di Piccola Otaria – è stata preceduta da una esaustiva ricerca su internet.

E lì, mi si è aperto un mondo.

Basta digitare le parole “migliore vasino bimbo” su Google per scoprire che ormai i bambini non la fanno più in piccoli recipienti di plastica, come succedeva a noi bambini degli anni Ottanta.

Ora la pipì e la cacca sante si depongono in vasini-astronavi con luci, suoni e mini portarotolo di carta igienica.

Ci sono vasini di cartone e vasini gonfiabili da viaggio.

Vasini col volante, vasini col porta iPad integrato (su questo per amore di carità non commento…) e vasini con un pedale: premendolo, il fetido contenuto viene imbustato automaticamente, per la gioia delle mamme più schifiltose.

(Io, come ho avuto modo di raccontare qualche tempo fa, sono oltre la soglia del disgusto ormai da tempo).

togliere il pannolino

Pure il vasino più sfigato (che ovviamente è quello per cui abbiamo optato noi) è un oggetto di alto design ingegneristico tedesco per accogliere e coccolare le sacre terga di Piccola Otaria. Che, in effetti, sul suo vasino tedesco ergonomico ci sta comoda.

Molto comoda.

Troppo comoda.

Di solito, la mattina in casa nostra va così…

7:30 suona la sveglia. Il Chioccio si gira dall’altra parte, Mamma Pinguino si finge morta, Piccola Otaria è già caricata a pallettoni e impaziente.

In un modo o nell’altro (solitamente avventandosi sull’interruttore e accendendo e spegnendo la luce una ventina di volte di seguito, portando tutta la famiglia a un passo dalla crisi epilettica), riesce a trascinare i suoi tramortiti genitori nel nuovo giorno che inizia.

Da lì, la routine è sempre più o meno la stessa: colazione-un giro di Bella Lavanderina; cambio pannolino-un giro di Bella Lavanderina; lavare faccia e mani-un giro di Bella Landerina; vestirsi per l’asilo-un giro di Bella Lavanderina.

Saremmo pronti per uscire, in un ritardo ancora accettabile rispetto all’orario di apertura del nido, ma…

Il richiamo del vasino si fa sentire. Forte e chiaro.

Piccola Otaria: «Mamma, pipì. Pipì nel vasino».

Mamma Pinguino: «OK, amore. Ti accompagna mamma. Fatti tirare giù i pantaloni…»

P.O.: «NOOOO!!! Sola! Sola! Soooooooolaaaaaa!!»

M. P.: «Ho capito, amore, non c’è bisogno di gridare. Spogliati da sola».

Dopo un paio di minuti di tentativi, Piccola Otaria si arrende sul bottone dei pantaloni e chiede con una dolce vocina cinguettante: «Mamma, aiuto pantaloni?».

Finalmente libera dalle vesti, si accomoda su vasino.

Piccola Oraria: «Parte?»

Mamma Pinguino: «Amore, il vasino non parte. Ci devi fare la pipì dentro».

P.O.: «Parte la pipì?»

M.P.: «Amore, me lo auguro, dipende da te. Psss… Psss… Parte?»

P.O., ci pensa un po’ su: «No. Non parte».

M.P.: «OK, allora dai, rivestiamoci, che all’asilo…»

P.O.: «NOOOOO!!!! Pipì nel vasinooooo!!»

M.P. (che non vuole inficiare il processo di spannolinamento con la sua fretta, ma insomma…): «Va bene amore, ancora un po’ sul vasino, poi ci laviamo e mettiamo il pannolino pulito».

P.O.: «Libro?»

M.P.: «Amore, il libro adesso no, non c’è tempo…»

P.O.: «LIBROOOOO!!!!!»

M.P.: «Amore, il libro non…»

«Amore, ecco, volevi il libro?», dalla porta del bagno fa capolino il Chioccio. Mamma Pinguino sbuffa, Piccola Otaria gongola e sfoglia (al contrario) il suo libro.

I minuti passano e continuano a passare.

Piccola Otaria – che, per inciso, accomodata sul vasino ergonomico tedesco non ha prodotto assolutamente nulla – continua placida a contemplare il suo libro.

Mamma Pinguino ha già nelle orecchie il cigolio del portone dell’asilo che si chiude, mentre il suo cervello comincia la produzione industriale di scuse per giustificare anche questo, ennesimo, ritardo con le maestre.

Ed è allora che Mamma Pinguino decide di tentare le sua carta migliore.

Perché, al momento, c’è solo una cosa che Piccola Otaria ama più dello stare seduta ore e ore sul suo vasino: lavarsi i denti.

(Lo so, comprendo le vostre espressioni perplesse. Ma che ci posso fare se ho una figlia igienista?).

Da quando, recentemente, Piccola Otaria ha scoperto spazzolino e dentifricio, ogni momento – letteralmente ogni momento – nella sua opinione è buono per lavarsi i denti.

Dopo mangiato, prima di mangiare, tra una portata e l’altra.

Tutto questo attivismo odontoiatrico sta assumendo proporzioni preoccupanti, ma al momento resta l’unica via di fuga dalle sabbie mobili del vasino.

Mamma Pinguino: «Amore, che ne dici: ci laviamo i denti?»

Piccola Otaria, scattando in piedi con i pantaloni arrotolati alle caviglie: «Denti, sì!! Denti!! Dentifricio! Acqua!»

M.P.: «Sì, amore. ecco il tuo spazzolino, col dentifricio e ora apriamo l’acqua…»

Ed è lì che accade.

L’acqua aperta. La bambina senza pannolino. Il vasino vuoto. Gli elementi per la catastrofe ci sono tutti, e la catastrofe in effetti avviene.

Piccola Otaria è ora in mezzo a un lago di pipì.

Stupita, con espressione perplessa si guarda i piedini fradici e cerca di capire la ragione dell’umidità improvvisa.

Poi, ha un’illuminazione.

Alza lo sguardo verso Mamma Pinguino, fa un sorriso luminoso ed esclama: «Mamma! Piove!!»