Ecco perché dovete smettere di dire a vostro figlio che è intelligente

complimenti che minano l'autostima dei bambini

La prima parola di mia figlia è stata “brava”, detto a se stessa e accompagnato da uno scrosciante applauso autoelargito.

Come ho avuto modo di raccontare in passato, questa prima parola così insolita mi ha dato da riflettere.

Quante volte al giorno dico brava a mia figlia?

Tante? Sicuramente.

Ma forse… Troppe?

E questo eccesso di complimenti, può essere dannoso?

Troppi complimenti fanno male?

Tutti i genitori sperano di crescere figli sani e sicuri di se stessi. Mostrare ai bambini che apprezziamo quello che fanno e quello che sono, attraverso complimenti e lodi, ci sembra una buona idea per far capire ai nostri figli il loro valore di individui.

Invece gli psicologi ci mettono in guardia: con questi continui complimenti, stiamo ammazzando la loro autostima.

La letteratura scientifica in merito è ormai voluminosa.

Solo per citare qualche esempio più divulgativo, il dottor Jim Taylor (psicologo esperto di relazioni genitori-figli, preparatore mentale di atleti e professore all’Università di San Francisco), su Psychology Today firma questo articolo dal titolo inequivocabile: “Genitori: non lodate i vostri figli!”.

Le ricerche mostrano che lodare i figli ha una potente influenza sul loro sviluppo. Le ricercatrici della Columbia University Claudia Mueller e Carole Dweck hanno scoperto che i bambini lodati per la loro intelligenza piuttosto che per i loro sforzi si concentrano eccessivamente sui risultati. Dopo un fallimento, questi sono i bambini che insistono meno, che mostrano meno divertimento, che attribuiscono il fallimento alla propria mancanza di abilità (su cui sono convinti di non poter intervenire) e si impegneranno poco nel futuro.

In altre parole, “lodare i bambini per la loro intelligenza crea in loro la paura di affrontare difficoltà, perché nella loro testa fallimento inizia a combaciare con stupidità”. 

Altri studi mettono in luce come i complimenti eccessivi dei genitori alla lunga da una parte abbassano l’autostima dei figli, perché pongono standard irraggiungibili, mentre dall’altra, le lodi sperticate possono essere interiorizzate dai bambini che finiscono per sviluppare una visione narcisistica di se stessi.

Quali sono i complimenti da non fare ai nostri figli?

Sicuramente, quelli eccessivi (“Sei il migliore di tutti”, “Sei un genio”).

Inoltre, tutti gli autori concordano che sia molto meglio lodare lo sforzo e l’impegnopiuttosto che una capacità innata o il risultato.

Come sottolinea anche il dott. Brad Reedy, autore di “The Journey of the Heroic Parent”:

Negli studi, bambini che sono lodati per la loro intelligenza o per il loro talento, tendono a scegliere percorsi che più facili o tendono a barare, mentre, quando si elogia lo sforzo, ci si sta effettivamente congratulando per qualcosa che il bambino può controllare.

Lodando l’impegno, s’incoraggiano i bambini a scegliere percorsi più complicati e a essere più determinati.

In quest’altro articolo scientifico pubblicato sul Journal of Experimental Child Psychology si raccomanda di evitare le lodi generiche e di puntare su complimenti specifici.

Abbiamo testato l’effetto delle lodi inconsistenti su due componenti della motivazione: l’autovalutazione e la persistenza”, scrivono gli autori nell’abstract. “I risultati mostrano che i complimenti non generici sono in relazione diretta e proporzionale alla motivazione.

Dunque, meno generico il complimento, più grande la motivazione.

Cosa significa, in concreto?

Che la prossima volta che vostro figli vi mostra un suo disegno, anziché commentare con un genericissimo e inconsistente “Bello”, potreste dire qualcosa del genere: “Hai disegnato molto bene questa casa, si vede che ti sei impegnato in questo disegno”.

(Nota dell’autrice: ho pubblicato la versione originale di questo articolo nel mio blog Madri e Figli, sul sito di SkyTg24. Ecco il link esatto: https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2018/12/04/dite-a-vostro-figlio-che-e-intelligente–smettete–state-ammazza.html)

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